martedì 4 marzo 2008

Radicofani – i luoghi di Ghino di tacco

Visibile a decine di chilometri di distanza, il torrione della fortezza di Radicofani svetta in cima all’incantevole borgo che domina la Val d’Orcia. La storia di questa rocca è legata anche alle gesta del fiero e audace Ghino di tacco, ladro gentiluomo.
Proprio questo colle, sul finire del 1200, fu teatro delle sue criminali prodezze, tra le quali numerose scorribande ai danni dei pellegrini, in cammino lungo la via Francigena.
Ghino li derubava dei loro averi, ma lasciava che proseguissero il viaggio verso Roma, con il necessario per sopravvivere.
Per questo, fu considerato quasi un Robin Hood ante litteram.
Arrivò, infine,
addirittura a rapire l’abate di Cluny, diretto alle terme di S. Casciano alla ricerca di una cura per i suoi mali. Questi, imprigionato nella fortezza e nutrito con pane, fave secche e vernaccia di S. Gimignano, riuscì a guarire e ottenne dal Papa il perdono di Ghino di tacco per tutti i suoi misfatti.
Il borgo, concentrato ai piedi della rocca è rivolto verso un panorama magnifico.
Vie e vicoli, piazzette, archi deliziosi, edifici in
pietra nera, affascinano e catturano l’attenzione dei visitatori.
In centro, sono assolutamente da vedere, la Chiesa romanica di S. Pietro e la chiesa di S. Agata con, all’interno, interessanti opere di Andrea della Robbia.

© Anna - righeblu ideeweekend


Itinerari: S. Casciano dei bagni - Celle sul Rigo - Radicofani - Sarteano - Chianciano - S. Quirico d'Orcia - Montalcino - Pienza - Bagno Vignoni - Siena1 -Siena 2 - Siena 3
- Video: Immagini di Siena

sabato 1 marzo 2008

Castelli danesi – Helsingør


In Danimarca i castelli sono tra le attrazioni che più affascinano i turisti.
Molte di queste fiabesche dimore vengono utilizzate, ancora oggi, quali residenze della famiglia Reale.
Amalienborg in Copenhagen è la sede invernale e Fredensborg Palace, circa 30 Km più a Nord, quella estiva, aperta al pubblico nel mese di Luglio.
A Helsingør, deliziosa cittadina affacciata sul braccio di mare che separa l'isola di Sjaelland dalla Svezia, si trova uno dei castelli più famosi e visitati, il Kronborg Slot, noto come il castello di Amleto.
Qui Shakespeare ambientò la celebre tragedia anche se il principe di Danimarca, in realtà, non soggiornò mai in questa fortezza.
Di stile rinascimentale, circondato da un’imponente fortificazione e da un fossato-canale, offre una bella veduta sulle coste svedesi e sulla cittadina danese con il suo porto.
La sagoma possente ed elegante, il colore verde del rame ossidato del tetto, lo rendono visibile anche a notevole distanza.
Aperto al pubblico, è completamente visitabile e davvero interessante, per il cortile e gli interni, benché essenziali in quanto, quasi del tutto, privi d’arredo. In esso è possibile ammirare alcuni arazzi molto belli, i camini originali, l’enorme sala da ballo e la cappella.
La sua imponenza risulta accresciuta anche dalla sua fama di invincibilità. Nel XVI secolo, infatti, resistette all’assedio degli Svedesi che conquistarono tutta la Danimarca, tranne Copenhagen e, appunto, il Kronborg Slot.
Anche la cittadina merita una visita, per l’atmosfera cordiale e simpatica, tipicamente nordeuropea, le sue casette in legno dipinte con colori vivaci, il porticciolo turistico.
Da qui, inoltre, si può raggiungere facilmente la Svezia…
© Anna – righeblu ideeweekend

[foto web]

Itinerari Danimarca: Le falesie di Mons Klint - Copenhagen (Nyhavn e Amalienborg) - Helsingor (castelli danesi) - Skagen (lo scontro dei mari)

domenica 17 febbraio 2008

Copenhagen: Nyhavn e Amalienborg

La città vecchia di Copenhagen ha l’aspetto di una città delle fiabe.
Sarà forse per quella sua atmosfera discreta ma colorata, o per l’immagine simbolo della malinconica Sirenetta che fissa l’orizzonte. Comunque, uno dei luoghi da non perdere è Nyhavn.
Si trova oltre la grande piazza alla fine dello Strøget, il percorso pedonale per lo shopping (sulla piazza con la fontana delle cicogne c’è il palazzo della Royal Copenhagen con le meravigliose porcellane danesi).



Anche se il nome significa Porto nuovo, Nyhavn è il vecchio porto di Copenhagen, costruito dopo il 1650 per consentire ai mercanti di arrivare, con le proprie merci, fin nel cuore della città.
Nel tempo la zona, da portuale malfamata, si è trasformata in uno degli spazi più vivaci e frequentati, con ristoranti, pub, caffè meta di turisti e giovani. Tutti arrivano qui, alla ricerca di piatti a base di pesce o di birra, e si fermano ad ammirare le coloratissime case affacciate sul canale e le antiche imbarcazioni ormeggiate a riva.
Più o meno tutti finiscono poi, con l’imbarcarsi per il giro turistico nei canali. Si tratta di un percorso molto interessante, che consiglio a chi vuole osservare la città con un’altra prospettiva e scoprire i segreti dei numerosi canali!
Il palazzo di Amalienborg, poco distante, è la residenza dei reali danesi. È costituito da quattro edifici in stile rococò, disposti sui lati di una splendida piazza dalla forma ottagonale, con al centro una statua equestre di Federico V.
Nelle vicinanze, è da vedere il Kastellet, una struttura militare a forma stellata, circondato da un canale e costituito da una serie di viali e aree verdi visitabili, nelle quali, in estate, è possibile assistere a concerti di musica di vario genere.



© Anna - righeblu ideeweekend
[foto 1 e 3 da web]
Altre mete in Danimarca: QUI

Itinerari Danimarca: Le falesie di Mons Klint - Copenhagen (Nyhavn e Amalienborg) - Helsingor (castelli danesi) - Skagen (lo scontro dei mari)

giovedì 14 febbraio 2008

S. Valentino

Non amo i festeggiamenti di tipo consumistico e non avrei fatto un post, se non fossi passata da Placida Signora...
Mi è tornato alla mente questo film, una storia d'amore come poche....



I ponti di Madison County, un film da rivedere... magari durante il weekend!
© Anna - righeblu ideeweekend

giovedì 7 febbraio 2008

Week end in Toscana

L’ultimo fine settimana, anche se le previsioni meteo davano poche speranze, abbiamo deciso di andarcene un po’ fuori a rilassarci, scegliendo di andare sul sicuro: Toscana, Sarteano.
Continua qui su righeblu.....
© Anna - righeblu ideeweekend

Itinerari in Toscana:
1. Val d'Orcia: Bagno Vignoni - Pienza - Montalcino - S. Quirico d'Orcia -
2. Sarteano - Castiglioncello del Trinoro - Chianciano - Radicofani - S. Casciano dei bagni -
3. Monte Argentario -
4. Arezzo -
5. Siena: Siena1 - Siena2 - Siena3 - Video: Immagini di Siena

mercoledì 30 gennaio 2008

Ortigia - Il cuore di Siracusa

Ortigia, una sera d’estate, cena all’aperto in piazza Duomo illuminata: è stato questo il mio primo, vero impatto con la città, e ne sono rimasta letteralmente affascinata!
Il cuore di Siracusa è tutto qui, nella sua parte antica: Ortigia.
La piccola isola, adagiata nel mar Jonio, tra il porto piccolo e il porto grande è un condensato di testimonianze delle vicissitudini storiche della città.
Qui si rifugiò la popolazione dopo la sottomissione Araba, e qui si sono alternate le diverse culture che hanno conferito a Ortigia l’aspetto attuale. In essa è rappresentata ogni epoca: dai primi insediamenti preistorici, alle costruzioni greche e bizantine, poi normanne, sveve, aragonesi e, infine, barocche.
È unita alla terraferma dal ponte nuovo che, superata la Darsena, porta all’ingresso dell’isola. Poco oltre, sorgono le rovine del tempio di Apollo, uno dei più antichi templi dorici della Sicilia.
Proseguendo, si arriva in Via Vittorio Veneto, quasi parallela al lungomare di Levante. Nella via si trovano una serie di nobili edifici barocchi, con i caratteristici balconi in ferro battuto, sorretti da mensole…è proprio il caso di camminare con gli occhi all’insù!
Da qui si riprende via della Maestranza, con palazzi dalle forme barocche, e si arriva nella piazza Archimede, con la fontana di Artemide.
Proseguendo si raggiunge Via Landolina, per ritrovarsi nella splendida Piazza Duomo.
Ha una forma allungata, semiellittica, e su uno dei lati si trova il Duomo, nello stesso sito dove sorgeva il tempio di Minerva, con porte d’avorio e d’oro, e le cui colonne sono ora inglobate nell’architettura della cattedrale.
Al suo interno è custodita, tra l’altro, una splendida statua argentea di S. Lucia, patrona della città, festeggiata il 13 Dicembre con grande partecipazione popolare.
Nella zona intorno alla piazza si trovano diversi palazzi nobili, con decorazioni e particolari architettonici molto interessanti.
Proseguendo si arriva alla Fonte Aretusa, tanto cara ai Siracusani, per la leggenda che è alla base della sua origine. Da qui, passeggiando sul lungomare, si può ammirare lo splendido panorama sull’insenatura del porto grande e sull’Etna.
Per avere un’idea di Ortigia, bisogna percorrerne le viuzze, entrare nei cortili dei palazzi, nei negozi, nelle enoteche, nelle chiese, passeggiare sul lungomare, sedersi ai tavoli nelle piazzette….
© Anna - righeblu ideeweekend

[Foto da web]

Itinerari: Taormina - gole dell'Alcantara - Siracusa (Ortigia) - Siracusa, Teatro greco - Siracusa (Fonte Aretusa), Fontane Bianche - Castello di Mussomeli - Castelli chiaramontani - Il Val di Noto

giovedì 17 gennaio 2008

Il castello di Mussomeli

Completamente isolato, con la sua massiccia mole squadrata, spicca sulla rupe come un “nido d’aquila” .
È uno dei castelli di Sicilia, in provincia di Caltanissetta, edificato dai Chiaramonte con tutte le caratteristiche proprie delle loro costruzioni: chiuse, per lo più squadrate, isolate e “altezzosamente” distanti dai borghi, vere e proprie fortezze autonome.
All’esterno, la facciata presenta portale e finestre in stile gotico; all’interno, le stanze sono affrescate con soggetti sacri o cavallereschi.
Edificato intorno al 1300 circa, da Manfredi III Chiaramonte, dopo diversi passaggi di proprietà, è divenuto patrimonio pubblico.
Non tutti gli ambienti sono visitabili e un’aria di mistero aleggia nelle numerose stanze.
La leggenda vuole che qui, nel corso dei secoli siano accaduti fatti inspiegabili.
Molti visitatori affermano di aver percepito strani rumori, fruscii e sospiri, tali da far pensare di essere attorniati da strane presenze.
In effetti, in questi ambienti si sono verificati molti avvenimenti tragici: per esempio, nella stanza detta “di li tri donni”, si narra che, per una questione di gelosia, tre donne siano state murate vive proprio nelle pareti della stanza.
Il castello, inoltre, è noto per essere appartenuto anche a Cesare Lanza, padre di Laura, baronessa di Carini, strangolata dallo stesso genitore nel Castello di Carini.
Il padre, per espiare, si sarebbe poi ritirato nel castello sulla rupe.
Ancora oggi, sembra che lo spirito di Laura vaghi, per il Castello di Mussomeli, alla ricerca del padre che l'avrebbe uccisa ingiustamente.
Secondo alcuni testimoni, la sua materializzazione sarebbe quasi perfetta, tanto da sembrare una donna realmente vivente.

[immagine da www.icastelli.it]

© Anna - righeblu ideeweekend

Itinerari: Taormina - gole dell'Alcantara - Siracusa (Ortigia) , Siracusa (Fonte Aretusa), Fontane Bianche - Siracusa, Teatro greco - Il Val di Noto - Castello di Mussomeli - Castelli chiaramontani

sabato 5 gennaio 2008

Taormina














Della Sicilia è, forse, una delle mete turistiche più note a livello internazionale. Pittori, storici, letterati, artisti hanno contribuito a crearne l’immagine, esaltando il quotidiano, invisibile fascino di un paesaggio creato “per sedurre gli occhi, la mente e la fantasia”.
Taormina si trova sul Monte Tauro, lungo una terrazza affacciata sullo Ionio, con una magnifica vista sul vicino vulcano Etna e protetta, alle spalle, dalla rocca di Castelmola.
Sul mare si apre con l’incantevole baia dell’Isola Bella, chiusa da un lato da capo Sant’Andrea e dall’altro dal capo Taormina con i suoi faraglioni.
La città si snoda, con i suoi edifici e monumenti storici, lungo il Corso Umberto, da Porta Messina a Porta Catania.













La grande piazza, Largo IX Aprile, è la terrazza-salotto che da un lato si affaccia sul mare e comprende la chiesa gotica di Sant’Agostino, oggi biblioteca pubblica, la chiesa di S. Giuseppe e la Torre dell’orologio. Tra i palazzi risalenti al medioevo, il più imponente è Palazzo Corvaia, sulla via che porta al Teatro Greco-Romano.













Il più noto fra i monumenti antichi di Taormina è, per ampiezza, il secondo Teatro dell’isola, dopo quello di Siracusa. Anche se molte delle sue parti sono andate perdute, ciò che rimane è di spettacolare bellezza. Proprio per quel suo naturale fondale scenico, ogni anno diventa la magnifica cornice delle manifestazioni-evento di Taormina Arte.
Nel corso degli anni, il movimento turistico d’élite e di massa ha modificato i caratteri di Taormina e la sua identità di città trasgressiva e colta.
Rimane tuttavia immutato il fascino dei luoghi e il ruolo di primo piano nell’ambito delle manifestazioni culturali internazionali.
Non da meno è l’effetto seduttivo della quotidianità locale, basata sulla cultura dell’ospitalità. Lungo Corso Umberto e nelle viuzze laterali, tra negozi con prodotti artigianali, raffinati showroom, bar, ristoranti, ci si ritrova immersi in una molteplicità di proposte che rappresentano la peculiarità e la ricchezza di questa terra.
Taormina è una città per tutte le stagioni ma io la preferisco in Primavera, quando i flussi turistici sono ancora contenuti ed è piena di fiori e profumi.

[Foto da google]. Post correlati su Righeblu: "Le gole dell'Alcantara"

© Anna - righeblu ideeweekend

Itinerari di Sicilia: Taormina - gole dell'Alcantara - Siracusa (Ortigia) , Siracusa (Fonte Aretusa), Fontane Bianche - Castello di Mussomeli - Castelli chiaramontani - Siracusa, Teatro greco - Il val di Noto

sabato 29 dicembre 2007

BUON ANNO con il mio primo video

Buon anno!
Ve lo auguro con il primo video, realizzato con alcune mie immagini delle vacanze.
Attivate il suono a medio volume, per ascoltare la colonna sonora che è carina.
"Forse" non è perfetto, ma è il mio primo tentativo ed è il pensiero quello che conta!
Vero???
I luoghi sono, nell'ordine: Pienza, Montalcino, S. Quirico d'Orcia, Bagno Vignoni, Sarteano, lago di Bolsena, Sperlonga, Gaeta e Ventotene.
Un abbraccio... e "BUON 2008" !!!





Per vederlo su Youtube, QUI
© Anna - righeblu ideeweekend

domenica 23 dicembre 2007

sabato 15 dicembre 2007

Praga, la città dorata













Bastano solo 4 giorni per esplorare questa città, straordinariamente bella ed emozionante, ricca di storia e di arte.


Tante le cose da vedere:
il Castello, nella zona di Hradčany, vicino Pohořelec è il monumento che, più di ogni altro, testimonia la storia, la cultura e l’arte di questa città.


Per una visita accurata, si può ipotizzare una giornata: il palazzo reale, la gotica, magnifica cattedrale di S. Vito e il vicolo d’oro sono da non perdere assolutamente .




Inoltre, nelle vicinanze, si trova la Chiesa di Loreto, con la copia della “Santa Casa” e la chiesa barocca della Nativitá. Dal Castello si gode una magnifica vista su tutta la città e sulla Moldava che si può raggiungere, tornando in centro lungo la Via Nerudova o con il tram
.








Il Ponte Carlo in pietra scura, collega la Città Vecchia al Piccolo Quartiere ed è in stile gotico, con due torri alle estremità. Su entrambi i lati si trovano statue barocche tra le quali la più nota è quella di S. Giovanni Nepomuceno, riconoscibile per il bassorilievo in rame lucidissimo … si ritiene che toccare la statua porti fortuna…
Sempre affollato e vivace, è il luogo in cui molti artisti di strada espongono le loro produzioni o si esibiscono con vari strumenti musicali.
La Città Nuova è il centro commerciale e si sviluppa intorno a Piazza Venceslao, la lunghissima piazza dominata, nella parte alta, dal monumento equestre del Santo e dall’imponente Museo Nazionale (consiglio una visita alla magnifica e ampia sezione di Storia Naturale).


La deliziosa piazza del Municipio è il cuore della Città Vecchia; circondata da magnifici edifici è affollata in ogni ora del giorno, soprattutto quando, allo scoccare delle ore, i turisti si fermano ad osservare l’orologio astronomico sulla torre del municipio. Da qui si arriva facilmente al quartiere ebraico, poco distante, per una visita alle sinagoghe e al cimitero.
Nel periodo natalizio la città è indubbiamente interessante, resa ancor più affascinante dalla neve e dall’atmosfera calda ed accogliente delle vetrine, delle luci e dei mercatini che, come in altre città nordeuropee, sono particolarmente vivaci e suggestivi.

© Anna - righeblu

martedì 4 dicembre 2007

Amsterdam, la città dall’acqua.

Delle capitali europee è una tra le più interessanti da visitare, in Estate e in Inverno.
Per apprezzarne tutta la bellezza e scoprire gli angoli più suggestivi è meglio spostarsi a piedi, in bicicletta o in battello… se la temperatura lo consente: i canali potrebbero essere ghiacciati!
Anche qui, nel periodo natalizio, è possibile visitare i tipici mercatini e passeggiare lungo i canali, tra le bancarelle e le imbarcazioni illuminate a festa. In piazza Dam, dove si trova il Palazzo Reale, vengono allestite piste di ghiaccio sulle quali si può pattinare fino a tarda notte.
L’atmosfera natalizia rende particolarmente suggestiva la città e i numerosi festeggiamenti, tra Natale e Capodanno, la rendono ancora più attraente.
Il suo fascino, indipendentemente dal periodo, è legato alle vicende storiche e alla particolare architettura degli edifici. Il labirinto dei canali, le facciate delle case, i battelli, le house boat…in ogni angolo si ritrova l'originalità, propria di quella esuberanza divenuta l’essenza di questa città. Tra le mete cittadine, oltre quelle che rientrano nelle comuni curiosità turistiche, consiglio una visita al Convento delle Beghine (Begijnhof), una sorprendente oasi di tranquillità… E non si può non dedicare almeno una giornata alla visita dei musei, in particolare il Van Gogh Museum e il Rijksmuseum.
E se si ha a disposizione ancora una giornata, i pittoreschi paesini nei dintorni della città sono una meta assolutamente interessante, da non perdere.



Le immagini (eccetto la prima da web) sono estive e di qualche anno fa, scattate nel periodo coincidente con la manifestazione del “Sail Amsterdam”.

© Anna - righeblu - ideeweekend

Itinerari d'Olanda: Amsterdam - Volendam - Delft - Amsterdam, il Vondelpark - Gouda

giovedì 22 novembre 2007

La Riviera di Ulisse e l’Odissea di marmo




Le ragioni del nome, che lega questa terra al mitico Ulisse, sono racchiuse nelle leggende che hanno come protagonisti gli eroi omerici.
In questi lidi l’eroe avrebbe ormeggiato le sue navi, per vivere poi la sua storia d’amore con la maga Circe.
Alla fama leggendaria di Ulisse si sarebbe ispirato l’imperatore Tiberio, per abbellire la sua villa e, in particolare, la grotta che porta il suo nome.
Proprio da qui provengono i reperti conservati nel museo archeologico di Sperlonga.
Aggiornamento: L'interno della spelonca era stato decorato con grande abbondanza di marmi e mosaici. I monumentali gruppi scultorei raffiguravano alcuni episodi delle imprese di Ulisse: l'assalto di Scilla alla nave, l'accecamento di Polifemo... una vera e propria Odissea di marmo, per la celebrazione dell'eroe omerico.
Si ritiene siano stati realizzati da tre famosi scultori rodii, Atenodoro, Agesandro e Polidoro, autori anche del famoso gruppo marmoreo del Laocoonte che si trova in Vaticano.
Nel museo sono esposti anche altri reperti provenienti dalla villa, i cui resti è possibile ammirare a Sperlonga, lungo la splendida spiaggia di levante.

"Museo archeologico e grotta di Tiberio"
Via Flacca km 16,600
tel. 0771.548028
Aperto tutti i giorni 8,30 - 19,30
tranne 1° Gennaio, 1° Maggio, 25 Dicembre


© Anna - righeblu ideeweekend

Itinerari: Ninfa - Sermoneta - Abbazia di Valvisciolo - Sperlonga - Gaeta - Riviera di Ulisse

lunedì 12 novembre 2007

Gaeta












È una città antica, ricca di storia e dalle origini leggendarie.
Distesa sul promontorio di monte Orlando, con in cima il castello Angioino-Aragonese, si affaccia sull’ampio golfo nell’ultimo tratto della Riviera di Ulisse.

La struttura urbana della Gaeta antica è tipicamente medievale, con le caratteristiche viuzze, il grande castello e le antiche mura.
La zona più nuova è quella del Borgo, lungo il mare, dove si trova la Via
Indipendenza, vivace e piena di colori e profumi mediterranei, di “botteghe” nelle quali si producono dolci tipici e piatti locali come la "tiella", da provare, purché si arrivi prima delle 12,30!
Gli orari di apertura degli esercizi pubblici infatti, seguono criteri e turni assolutamente legati ai ritmi locali.

Le spiagge sono ampie e numerose, tra le più belle è la spiaggia di Serapo che si può ammirare dall’alto, percorrendo la strada in direzione della montagna spaccata.


In questo punto si trova un Santuario, risalente all’XI secolo e costruito in seguito alla creazione di una fenditura nella roccia avvenuta, secondo la leggenda, al tempo della morte di Cristo.
Da qui si può ammirare, in una terrazza a strapiombo sul mare, uno spettacolo naturale di straordinaria bellezza, con l’azzurro del mare e del cielo incuneati tra le ripide pareti di calcare.





Più in là vale la pena entrare nella "Grotta del Turco" dove una serie interminabile di gradini consente la discesa fino alla base della fenditura.

Tornando verso il mare si possono osservare le navi che, periodicamente, sono ancorate nella rada mentre, in lontananza, è possibile scorgere il profilo delle Isole Pontine.

giovedì 1 novembre 2007

Sperlonga

Per chi la conosce già, non è difficile immaginare quanto sia piacevole sentirsi avvolti dalla luce e dai colori incantevoli di Sperlonga.

Si trova lungo il litorale laziale, a metà strada tra Roma e Napoli, in provincia di Latina.

Il borgo, considerato tra i più belli d’Italia, è arroccato in cima al promontorio di Monte S. Magno, proteso verso il mare con l’estrema punta rocciosa, su cui sorge la Torre Truglia.

Se le sue origini si fanno risalire alla mitica e misteriosa città di Amyclae, fondata dagli Spartani, la sua storia è legata a quella dei facoltosi Romani e dell’imperatore Tiberio che la scelsero per le loro magnifiche residenze.

Alla villa imperiale era annessa l’omonima grotta (di Tiberio), nella quale si trovavano le opere che magnificavano le gesta di Ulisse, e i cui importanti reperti sono custoditi nel Museo Archeologico locale.

Il nome Sperlonga deriva dalle numerose “speluncae” presenti lungo la costa e divenute, dopo la caduta di Roma, rifugio delle genti locali.
In seguito, a causa delle malattie delle paludi e delle scorribande dei pirati, le grotte furono abbandonate per la più sicura altura, dove le case, una addossata all’altra, venivano intonacate di bianco per abbagliare i predoni del mare.

Distrutta per ben due volte da pirati Saraceni e Turchi, fu ricostruita intorno ad un nucleo centrale, e poi circondata da una cinta muraria con due porte ancora intatte, Carrese e Marina, sulle quali si trova lo stemma dell’Aquila della famiglia Caetani.

Ora quel borgo, tipicamente mediterraneo, si affaccia sui lunghi arenili delle due Riviere, di Levante e Ponente, lambite dal mare azzurro e trasparente e riparate dai monti Aurunci.

In alto, dalla piazzetta salotto e dai cortili, parte un labirinto di vicoli e scalinate, sormontati da archi, che portano in ogni dove o scendono verso la spiaggia.

Tutto l’abitato è magicamente avvolto dalla luce bianca, dalle ombre e dall' azzurro del cielo e del mare.
© Anna - righeblu - ideeweekend



...E... nel caso già la   conosciate, a voi piace Sperlonga?

 


Itinerari: Ninfa - Sermoneta - Abbazia di Valvisciolo - Sperlonga - Gaeta - Riviera di Ulisse


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