Visualizzazione post con etichetta castelli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta castelli. Mostra tutti i post

domenica 2 settembre 2012

Weekend tra rose, storia e leggenda a Castello Quistini.

-->

Il giardino senza tempo di Castello Quistini
-->
Un’idea weekend da non perdere a Rovato, in provincia di Brescia… appena arrivata dall’ufficio stampa del Castello Quistini. 
-->
Dal 2 Settembre il percorso storico e botanico del castello franciacortino si rinnova grazie ai colori e alle fioriture autunnali.
--> “Arriva l’Autunno e riaprono i giardini di Castello Quistini, luogo magico senza tempo tra le terre della Franciacorta che a partire dalla prima Domenica di Settembre inaugurano la nuova stagione dedicata alle fioriture autunnali; fino a Novembre sarà infatti possibile visitare alcune sale della splendida dimora del 1500 e il giardino botanico del palazzo, dove poter ammirare collezioni di rose antiche, moderne inglesi, varietà rare di piante aromatiche e frutti antichi come il biricoccolo, frutto molto succoso dato dall’incrocio tra l’albicocco e susino.
  


Potrete godere dell’energia data dal Giardino Bioenergetico, innovativa tecnica per progettare e realizzare Parchi e Giardini di particolare beneficio per il nostro organismo, che nasce da un approfondito studio della relazione elettromagnetica che si può verificare per risonanza tra la Biosfera locale, l’uomo e le piante; potrete inoltre ammirare il labirinto di rose, che consiste in tre ampi cerchi concentrici composti esclusivamente da rose, con un gazebo al centro coperto con una splendida rosa rampicante ad unica fioritura (Banksiae Alba e Banksiae Alba Plena). I tre cerchi sono a loro volta divisi in quattro settori circolari che raccontano la storia delle rosa.
Rhapsody in Blue
Tra le splendide fioriture di rose autunnali potrete ammirare e acquistare Rhapsody in Blue, dal nome di una delle più famose composizioni musicali, rappresenta una delle rose rifiorenti più particolari grazie al suo colore che tende al viola. Aloha è un’altra grande rosa rifiorente color rosa, molto profumata, dai fiori grandi e dai petali molto carnosi.

Continuando il percorso vi troverete nel “brolo”, nelle zone bresciane considerata l’area produttiva della casa, sono stati reinseriti molti frutti antichi o abban­donati, ne citiamo alcuni che i turisti nei periodi di fruttificazione possono anche gustare: il biricoccolo, che nelle sue tre declinazioni varietali si distingue in “nostrano” “gigante” “vesuviano”. Il nashi, il fico brogiotto, il pero cotogno. Molte varietà di frutta anticamente prodotte hanno lasciato il posto a frutti sempre più resistenti e appariscenti, ma non sempre questo è sinonimo di gusto e bontà.
Castello Quistini - interno

Il tour è intitolato “tra rose, storia e leggenda” e l’ingresso a pagamento prevede una mappa con la descrizione di tutti gli angoli verdi, vere oasi di pace immerse tra i profumi di centinaia di fiori. A Castello Quistini è presente anche un’azienda agricola dove potrete acquistare tutte le rose e varietà botaniche che troverete lungo il percorso.

Appuntamento quindi a
Rovato, in provincia di Brescia, per un tour dal titolo “tra rose, storia e leggenda”. Apertura dal 2 Settembre fino a fine Ottobre tutte le Domeniche e festivi dalle 10,00 alle 12,00 e dalle 15,00 alle 18,00.
Per informazioni: 
Castello Quistini

Info e foto inviate da Ufficio Stampa Castello Quistini

lunedì 13 settembre 2010

Castel Badia - Sonnenburg

Castel Badia è una frazione di San Lorenzo di Sebato, in provincia di Bolzano. Un piccolo borgo, molto grazioso, sorto intorno a un castello, con origini molto antiche e una storia piuttosto travagliata.
All'ingresso del paese, accanto ad alcuni pittoreschi masi, si trova un possente edificio, la residenza Hebenstreit (non visitabile), un tempo proprietà di nobili locali.


Più oltre, una chiesa


e alcune case,

una delle quali con giardino traboccante di casette in miniatura... per un imprecisato numero di gnomi di tutte le fogge.


Costeggiando il giardino-orto degli gnomi, si arriva fino al castello, "Schloss Sonnenburg".

[da www.val-pusteria.net]
Il Castello, la cui costruzione per volere dei Conti von Ortwin risalirebbe al X secolo, esercitò un crescente potere sul territorio della contea tanto che, intorno all'anno 1000, divenne importante centro per l'amministrazione della giustizia in Val Pusteria.

Ma, dalle notizie reperibili, già nel 1020, il giovane conte Volkhold lo trasformò in un monastero, facendone dono alle suore Benedettine.
La fama, nonché la posizione del convento, lo resero luogo ideale per il ritiro delle dame dell'alta nobiltà del Tirolo. 
Ben presto, però, la potenza, la ricchezza e i privilegi delle Badesse di Sonnenburg determinarono pesanti situazioni di conflitto con le autorità religiose. 

In particolare, le cronache registrarono l'aspra contesa tra il Principe Vescovo di Bressanone, Nicola Cusano - che voleva limitarne il potere imponendo il regime di clausura alle monache - e la tenace Badessa Verena von Stuben, sfociata addirittura in una battaglia cruenta.
In seguito, le sorti del convento furono segnate da incendi, saccheggi e altre calamità finché, nel 1785, l'Imperatore Giuseppe II ne decretò la chiusura.
Negli anni settanta, salvato dall'oblio e dalla rovina con un accurato restauro privato, è stato trasformato in hotel.

Una struttura prestigiosa, curata e accogliente, che ho potuto visitare solo all'esterno.

Ma non c'è pace per il castello: i lavori di perforazione, per il tunnel

che passa proprio sotto Castel Badia, sono stati completati in questi giorni e ulteriori lavori di restauro hanno reso necessaria una temporanea chiusura dell'Hotel, questa volta solo fino a Dicembre...

Anna - Righeblu - Idee weekend

martedì 22 giugno 2010

Castel Trauttmansdorff: il mondo in un giardino

[foto di picale  da Flickr]
Il castello, dal nome tedesco quasi impronunciabile, è noto anche con il nome del vicino torrente Nova e si trova nei dintorni di Merano, in Alto Adige.
In splendida posizione sulle alture, il castello fu ricostruito verso la metà dell’ottocento, sulle rovine medievali di un antico maniero.
L’eleganza della struttura, felicemente incastonata in un’oasi climatica soleggiata e ricca di acque termali, conquistò numerosi ospiti illustri tra i quali l’imperatrice Sissi, che vi trascorse lunghi periodi in compagnia delle figlie.

[immagine tratta da"altezzareale"]
L'edificio ottocentesco è circondato da un ampio e lussureggiante giardino, noto come "giardino di Sissi" che, con laghetti e specie botaniche di varia provenienza geografica, può essere considerato  un vero e proprio orto botanico.

L’area verde è divisa in quattro settori tematici: boschi del mondo, giardini del Sole, giardini acquatici, e paesaggi dell’Alto Adige.
Uno scenografico allestimento dove gli spazi esterni sono utilizzati anche per eventi e mostre temporanee  mentre l'interno del castello ospita il Touriseum,  il Museo Provinciale del Turismo Alpino.

Come arrivare

Da Sud: Autostrada del Brennero A22 – Uscita Bolzano Sud – Svincolo per la Superstrada Bolzano-Merano.

Anna Righeblu - Ideeweekend

giovedì 26 novembre 2009

Weekend a Monte San Giovanni Campano

Monte San Giovanni Campano, uno dei borghi più belli d’Italia, si trova in provincia di Frosinone, nel Lazio meridionale.

Nel nome, che originariamente era Castelforte, è racchiusa la sintesi del suo passato.
“Monte” deriva dalla posizione in luogo alto e sicuro del centro fortificato, “San Giovanni” trae origine dal monastero benedettino dedicato agli omonimi Santi Battista ed Evangelista, “Campano” deriva, infine, dal nome della provincia dello Stato Pontificio cui il borgo apparteneva, “Campagna”, e che fu aggiunto nel 1872, per distinguerlo da un centro omonimo, situato anch’esso nel Lazio, in provincia di Rieti.

In splendida posizione panoramica dominante, al centro del borgo sorge il castello che, originariamente, era di proprietà dei Conti d’Aquino e le cui vicende, legate a personaggi di spicco, quali San Tommaso d’Aquino, la poetessa Vittoria Colonna, diversi pontefici e regnanti…hanno segnato la storia dell’antico centro ciociaro.

Vista l’impossibilità di visitare il castello all’arrivo, nel tardo pomeriggio di sabato scorso 21 Novembre, è stato comunque piacevole inoltrarsi nelle stradine, tra le case del centro storico, con struttura tipicamente medievale.

Un vero e proprio labirinto di vicoli e scalinate, in ripida discesa, in salita, sotto gli archi, lungo le antiche mura… per scoprire angoli, con strutture in pietra antica perfettamente conservate, sotto archi inglobati in strutture più recenti e … portali, torrette, bifore, passaggi, balconi.

È il presente ancorato al passato del medioevo, un concentrato di case addossate le une alle altre, fino ad arrivare in piazza, dominata dal palazzo comunale e dalla chiesa della Collegiata.

Un “notturno ciociaro”, non meno delizioso del precedente “notturno toscano”, a soli 90 chilometri da Roma.

Anna righeblu ideeweekend

sabato 31 ottobre 2009

Halloween: è di moda lo "spook-buster"


C'è una nuova moda per festeggiare Halloween: non più i soliti party mascherati ma almeno una notte in un hotel infestato da fantasmi, e se l'hotel è un castello, ancora meglio!
Molti appassionati del genere si sono affrettati a prenotare nelle località più note per la "presenza" dei loro singolari "inquilini", in Italia o all'estero.

I meno coraggiosi hanno optato per itinerari con visita a castelli infestati e soggiorno in hotel non infestato, per non perdere il sonno, e smaltire la paura in caso di fortunato incontro con l'ectoplasma ...

In Italia sono molto gettonati: la Sicilia, con i castelli infestati di Caccamo e Mussomeli (... anche nelle mie chiavi di ricerca, in questi ultimi giorni ho notato un aumento di frequenza), il castello di Bardi nel parmense, il castello della Rotta a Moncalieri in Piemonte, pare che sia uno dei più infestati d'Italia, il castello di Sorci e quello di Poppi in Toscana...

Anche all'estero diversi hotel offrono pacchetti da "brivido": nel Surrey Hills hotel, in gran Bretagna, i clienti possono addirittura praticare lo "spook-buster", la caccia ai fantasmi, con dispositivi agli infrarossi per la rilevazione di fenomeni legati ad eventi paranormali...

E, se non bastasse, si possono ricordare alcuni fantasmi nostrani: la bella Matelda della torre dei diavoli a Poppi e la sfortunata Pia, sul ponte della Pia...

Buon divertimento!


Anna righeblu ideeweekend

giovedì 1 ottobre 2009

Castel Welsperg - Monguelfo

[castel Welsperg]

Il nome della cittadina deriva da "Monte dei Guelfi", l'altura su cui svetta tuttora il castello dell'antica famiglia aristocratica dei Welsperb.

Storicamente abili amministratori e politici, i nobili tirolesi, con una lungimirante politica matrimoniale e le amicizie del clero, acquisirono importanti titoli e riconoscimenti sul territorio.

[meridiana sulla facciata anteriore]

Tra i boschi sulle alture di Monguelfo, nel XII secolo edificarono un primo nucleo centrale fortificato, caratterizzato da una torre eccezionalmente alta, con funzione di difesa e controllo del territorio.

In seguito all’ampliamento, con gli edifici abitativi e la cappella romanica, iniziò una fortunata fase di ristrutturazione del complesso che, però, nel 1765 subì un disastroso incendio.

La recente ricostruzione e rivalutazione, quale nucleo culturale artistico-museale, lo collocano al centro della vivace attività turistica del borgo.

E’ visitabile, però, solo nei mesi estivi, Luglio, Agosto e parzialmente Settembre, ed è facilmente raggiungibile dal centro della cittadina.

Nella parte esterna è presente un piccolo orto botanico, con diverse specie, numerate e segnalate in un apposito cartello.

Di dimensioni contenute, il castello ha un aspetto gradevole e colpisce per l’alta torre, l’elemento più antico, situata nel cortile d’ingresso.

Da qui è possibile visitare la piccola cappella e il più vasto cortile panoramico, con vista sulle rovine della torre Thurn.

Il percorso continua attraverso i tipici locali abitativi, ben ricostruiti nelle ambientazioni storiche e sapientemente utilizzati per ospitare opere di arte contemporanea.

[antica colubrina]

Al centro del paese, tra le caratteristiche abitazioni locali, è possibile ammirare la residenza Zellheim nella quale fu ospitato l’Imperatore Francesco Giuseppe...

...e più in là, rilassarsi lungo i viali della "passeggiata Rienza".

Post dedicato a Franz ;-)

Anna Righeblu Ideeweekend

Notizie utili:

Monguelfo è in Provincia di Bolzano, in territorio della val Pusteria, tra Brunico e San Candido.

Da Bressanone è raggiungibile attraverso la SS 49. E’ dotato di stazione ferroviaria lungo la linea Fortezza-San Candido.

Il castello è aperto solo nei mesi estivi e, in genere, è chiuso nel fine settimana...

mercoledì 1 luglio 2009

Weekend a Otranto: il Castello Aragonese e Joan Mirò


Se avete in mente di trascorrere un periodo di vacanza in Puglia o siete già in zona, potreste inserire Otranto nel vostro itinerario/weekend.
Oltre all’originario borgo intatto, l’antica “Porta d’Oriente” salentina custodisce, tra i suoi monumenti più importanti, il massiccio Castello Aragonese.
Protagonista della storia secolare della città, fu costruito sulla costa, a ridosso del mare, tra il 1485 e il 1498, per volere di Ferdinando d’Aragona.
Nel 1480, infatti, in seguito al tragico attacco dei Turchi, la città, sprovvista di cannoni e rimasta isolata, aveva subito una pesante disfatta.
Dopo quella triste esperienza, la costruzione del castello e le successive opere di ampliamento e potenziamento delle fortificazioni, contribuirono a rafforzare le difese della città.

In seguito (1764) la fortezza divenne, inspiegabilmente, centro d'ambientazione e "protagonista" di un’opera letteraria dal titolo "Il Castello di Otranto” (The Castle of Otranto), oggi ritenuta piuttosto scadente e pubblicata da Horace Walpole.
Il romanzo, forse ispirato da un sogno, a dispetto della sua mediocrità, rimane il primo esempio del brillante e fortunato genere letterario "gotico".
La storia, narrata come una vicenda medievale, sarebbe tratta da un manoscritto italiano del Cinquecento e si sviluppa secondo una trama con torbidi intrecci, tesi al compimento di una cupa maledizione, e con personaggi ed ambientazioni angoscianti.



Nella più felice e solare storia contemporanea, invece, l’imponente Castello riconquista il suo importante ruolo di fulcro centrale della vita culturale e artistica della vivace città, quale sede di importanti convegni e iniziative museali.
Tra i progetti più recenti si segnala un evento di notevole interesse artistico: dal 27 Giugno al 27 Settembre, proprio nei locali del castello Aragonese è allestita la mostra di Joan Mirò, con esposizione di diverse litografie del geniale artista spagnolo, tra i maggiori esponenti del surrealismo.

Un motivo in più per segnare Otranto tra le mete Pugliesi dell’estate…

Anna Righeblu Ideeweekend

Itinerari: Alberobello - Ostuni - Lecce - Gallipoli - Presicce - Copertino - Otranto - Weekend a Otranto: il Castello Aragonese e Joan Mirò

martedì 21 aprile 2009

Viaggio in Sicilia - Siracusa

[darsena]

Un breve viaggio in Sicilia per una piacevole occasione... e sono riuscita a rivedere Siracusa, sempre bella e accogliente, soprattutto nel suo centro storico più antico, l'isola di Ortigia.

E' il nucleo originario della città che, fondata dai Corinzi nel 734 a. C., in breve tempo divenne la capitale culturale e artistica della Magna Grecia.
Di tutte le dominazioni successive, romane, arabe, normanne, spagnole, piemontesi...rimangono ancora numerose e significative tracce nel patrimonio culturale e artistico della città.

Con la sua forma allungata, Ortigia separa le insenature dei due porti, uniti dal breve canale della darsena.

[canale]

Lungo la riva di ponente, superata Porta Marina,

si arriva alla passeggiata Aretusa.
Da qui, sul lungomare, si scorgono le nuove, squadrate strutture del porto turistico in costruzione...
Più in là, le possenti ed estese radici dei ficus magnolioidi

segnano i lati del parco attiguo alla fonte Aretusa.


In lontananza, sulla punta dell'isola, si scorge la massiccia sagoma del castello Maniace, la fortezza scelta e restaurata per ospitare il prossimo G8, sui problemi dell'ambiente, in programma dal 22 al 24 Aprile.


Per il resto, i vicoli, gli angoli, le piazze e i monumenti di Ortigia sono tutti da scoprire... nel prossimo post...

Anna righeblu ideeweekend

Post correlati: fonte Aretusa - Ortigia, il cuore di Siracusa - Il teatro greco - Fontane bianche

Itinerari di Sicilia:
1. Taormina - Gole dell'Alcantara - Siracusa - Val di Noto
2. Castelli chiaramontani - Castello di Mussomeli

mercoledì 4 marzo 2009

Il castello di Poppi

[foto di Rossano Lamarca, da Flickr]

Con la sua mole e la torre squadrata, domina il borgo medievale e la valle del Casentino.

Fu, per diversi secoli, la residenza fortezza della potente famiglia feudale dei conti Guidi che, con successivi ampliamenti e restauri, la resero una tra le più importanti dimore signorili della Toscana.
Solo la torre originaria, presa a modello per quella di Palazzo Vecchio a Firenze, fu distrutta a causa di un fulmine, e successivamente ricostruita e trasformata in torre campanaria.
Per secoli, le campagne circostanti il castello furono teatro di sanguinose battaglie e, anche per questi luoghi, come da tradizione, non mancano le leggende popolari di fantastiche apparizioni e fantasmi duellanti.
La leggenda più intrigante sul castello, però, è quella della sanguinaria contessa Matelda, donna bellissima che, rimasta vedova, amava consolarsi con numerosi amanti, scelti tra i giovani più belli del Casentino.
Esaurita la passione, la bella Matelda li uccideva, precipitandoli in un fossato con centinaia di lame, sulle quali i poveretti morivano infilzati.
La gente del borgo, stanca delle atrocità della donna, la murò viva in una torre, da allora chiamata "torre dei diavoli".
Si dice che, ancora oggi, il fantasma della contessa, bellissima e vestita di bianco o di nero, non disdegni di apparire ad alcuni visitatori, con l’insano intento di conquistarli.
PS: non ho ancora visitato il castello, mi sono solo documentata... per ora.

Anna Righeblu Ideeweekend

Itinerari e post correlati:
1. Arezzo: Un weekend d’arteIl Duomo - La Leggenda della Vera CroceCasa Vasariil fascino del castello di Poppi - La Verna - I Della Robbia in mostra - I Della Robbia alla Verna
2. Camaldoli

Ospitalità: Hotel Ristorante La Gravennaweekend del gusto nel basso Casentino -

venerdì 16 gennaio 2009

Vacanze da brivido al castello di Glamis - Scozia

[foto di fitaloon da Flickr]

Se siete attratti da paesaggi e atmosfere scozzesi, e state progettando un viaggio estivo nella terra delle cornamuse, tra le mete possibili, potreste inserite uno dei più leggendari e misteriosi castelli di Scozia: il castello di Glamis.

Si trova a Tayside, poco distante da Dundee, ed è una delle dimore più famose per numero e tipologia di fantasmi infestanti, e per i tragici avvenimenti legati alla maledizione e al segreto degli Strathmore.

Il castello, infatti, già teatro di vicende terribili e cruente, sarebbe stato ereditato nel XVII secolo dal Conte Patrick Strathmore, uomo violento, dissoluto e dedito al gioco.

Sulla sua storia circolano diverse leggende: in una si narra che egli avesse rinchiuso un suo figlio deforme in una stanza segreta mai ritrovata, in un’altra, che il conte avesse perso l’anima giocando una partita a carte con il diavolo in persona, essendo poi costretto a giocare a carte per l’eternità.

Le storie del castello affascinarono scrittori e studiosi, che vi soggiornarono confermando il carattere misterioso, e non individuabile, di alcune aree del maniero.

La maledizione degli Strathmore è un’altra delle terribili leggende sul castello: si dice che la famiglia nasconda un segreto terribile, rivelato, nel giorno del ventunesimo compleanno, solo al discendente maschile.
Oggi la discendenza maschile è estinta.


Anna Righeblu Ideeweekend

sabato 3 gennaio 2009

Castel Sant’Angelo e i loghi d’Italia


A chi rimane o arriva a Roma, nel primo weekend del nuovo anno, consiglio una visita a Castel Sant’Angelo.
Il monumento si trova in una delle zone più attraenti, per panorami e scenografie architettoniche, indubbiamente tra i più belli ed importanti della capitale.
Il Castello è, di per sé, uno degli edifici meglio conservati e, in tutte le sue parti, è possibile scrutare i segni delle vicende storiche, indissolubilmente legate a quelle della città eterna.
Originariamente destinato a divenire mausoleo funebre dell’imperatore Adriano, l’edificio fu poi integrato nelle mura Aureliane, fortificato e, infine, collegato al Vaticano per volere dei Papi.
Trasformato in prigione e inespugnabile fortezza, durante il sacco di Roma fu utilizzato come sicuro rifugio dal Papa Clemente VII, per sfuggire ai Lanzichenecchi, luterani e fortemente avversi alla Chiesa.
La fortificazione si rivelò inattaccabile, tanto che il Papa riuscì a salvarsi e a stipulare un accordo con l’Imperatore.
Dopo questo episodio, la fortezza fu considerata indispensabile per la sicurezza dei Papi e fu riadattata per fungere da residenza papale.
Il castello, secondo la leggenda, deve il nome attuale a Papa Gregorio I che, durante l’epidemia di peste del 590, avrebbe visto l’arcangelo Michele riporre la spada per indicare la fine del flagello.
Attualmente l’edificio ospita un centro museale, e mette a disposizione gli splendidi spazi per diverse iniziative culturali.
Proprio in questi giorni è possibile visitare la mostra “Loghi d’Italia, storie dell’arte di eccellere”, un percorso nella nostra storia più recente, attraverso le immagini dei mitici marchi storici del made in Italy.
Un’opportunità in più, per chi vuole concludere in bellezza il periodo delle festività natalizie.

Anna Righeblu Ideeweekend

Itinerari: Piazza della Rotonda - Piazza Navona, mercatino - Tevere - Via dell'Orso - Torre della scimmia - Piazza di tor Sanguigna

sabato 23 agosto 2008

Weekend del gusto – "La locanda del Castello"

Più che un weekend, è stato un “salto” di una giornata infrasettimanale, non previsto ma in buona compagnia.
Dopo una serie di giri programmati in zona, a metà mattina abbiamo prenotato telefonicamente: un tavolo per 4 alla “Locanda del Castello” di Roccasecca (FR).

Carla ci ha accolti con la ....
continua QUI su righeblu.

Aggiornamento: nella serata di sabato 13 Settembre, dalle 19,30, il borgo medievale del Castello sarà animato dalla manifestazione "Le cantine de 'na vota", con apertura delle
cantine, allestimento di stand gastronomici, musica e spettacoli.
Potrebbe essere un'occasione per programmare un weekend... proprio alla Locanda del Castello...


© Anna righeblu ideeweekend

giovedì 7 agosto 2008

Weekend al Castello

Se volete programmare un weekend o una vacanza, in un territorio ricco di testimonianze storiche, archeologiche, mistiche, leggendarie e naturalistiche, vi suggerisco di partire dal Castello, piccolo borgo medievale nel comune di Roccasecca, in provincia di Frosinone.
Anch’io sono tornata qui con la voglia di rilassarmi, e di riscoprire gli itinerari dei luoghi della memoria, poco alla volta.
Ho scelto come base il ristorante relais “La locanda del castello” di Carla, mia carissima amica sin dall’adolescenza.L’antica struttura in pietra, ampliata di recente, si affaccia sul magnifico panorama della valle del Liri e offre ambienti accoglienti ed eleganti, dal tono rustico e ben inserito nel contesto storico del luogo. Si trova in un punto nodale, in buona posizione per spostarsi in diverse direzioni, secondo vari itinerari tematici.Per le notizie e altre immagini, vi rimando al simpatico link-immagine nella barra laterale.
Il mio primo itinerario nel tranquillo borgo, mi ha portata sulla via del castello dei conti d’Aquino, posto in cima al monte Asprano e sempre aperto alle visite.
La rocca dei conti d’Aquino, dai quali nacque San Tommaso nel 1224, è una delle aree laziali più importanti dal punto di vista storico e archeologico.I ruderi, con l’altissima torre di avvistamento, sono in fase di restauro avanzato, nell’ambito di un progetto di musealizzazione, che dovrebbe consentire un accesso più agevole anche ai diversabili.
Per ora sono raggiungibili con una piacevole ma impegnativa salita…
Visto il caldo degli ultimi giorni, ho rimandato la visita al castello a giornate più fresche. Mi sono invece fermata alla deliziosa chiesetta di San Tommaso, con il campanile e gli interni restaurati, con conservazione di alcuni affreschi già frammentari.
Molto interessante e caratteristico è anche il borgo di Colle San Magno, nelle vicinanze, con la frazione di Cantalupo: un luogo fuori del tempo…

Ristorante Relais Hotel
"La locanda del Castello"
Via San Tommaso, 9
03038 Roccasecca (FR) Italy
tel: 0776 567354 - 335 7202500
www.lalocandadelcastello.org

Post correlati su righeblu: Weekend del gusto - La Locanda del Castello
© Anna righeblu ideeweekend
Related Posts with Thumbnails