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mercoledì 5 settembre 2012

Weekend d'arte, piacere, cultura - settembre 2012


Greve in Chianti di kmkuehler da Flickr


Non lasciamoci intimidire dai capricci di questo inizio di settembre, le previsioni meteo promettono ancora giornate splendide e rosei finesettimana!

Ecco allora una serie di eventi scelti tra quelli programmati nelle varie regioni, da Nord a Sud… con relativi link (temporanei) per saperne di più...



  • Alto Adige – Merano 

castel Trauttmansdorff

Lo spettacolare “fall foliage” chiude la stagione dei Giardini di Sissi.

Fino al 15 novembre



  • Lombardia – Rovato (Brescia) Castello Quistini

Dal 2 settembre fino a fine ottobre



  • Piemonte – Asti (due eventi)

a. Festival delle sagre – piazza campo del palio

9 settembre

b. La 46a Douja d’or - palazzo dell’enofila

Salone del vino - concorso enologico nazionale di vini D.OC. e D.O.C.G.

7-16 Settembre 2012



  • Toscana (quattro eventi)

a. Greve in Chianti

42a expo Chianti classico

dal 6 al 9 settembre


b. Fiesole (Firenze)

Fiesole: Festa della Rificolona

7 settembre 


c. Firenze


La domenica del fiorentino

9 settembre ingresso gratuito ai musei civici e alle torri per i nati o residenti a Firenze e provincia (Un bacione a Firenze - La domenica del fiorentino)


d. Firenze 

Fragranze 10

dal 14 al 16 settembre - Stazione Leopolda



  • Umbria (due eventi)

a. Foligno (Perugia)


Segni barocchi - XXXIII edizione Foligno festival

1 – 23 settembre


b. Cannara (Perugia)


32esima festa della cipolla

Dal 5 al 9 settembre e dall’11 al 16 settembre



  • Lazio (due eventi) 

a. Roma
 


Scuderie del Quirinale

Vermeer. Il secolo d’oro dell’arte olandese

27 settembre 2012 – 20 gennaio 2013


b. Roccasecca (Frosinone)


Le cantine de 'na vota

8 settembre


  • Calabria – Diamante (Cosenza)

Peperoncino festival – fiera mondiale del peperoncino

Dal 5 al 9 settembre

Buon weekend!

Anna - RighebluIdeeweekend

  
PS: Il mio profilo twitter è @Righeblu e non c'è alcun rapporto con l'utente il cui profilo coincide con il nome di questo blog.

giovedì 22 marzo 2012

Weekend di Primavera in Valdorcia - San Quirico d'Orcia


Se non avete ancora programmato i prossimi weekend, ecco un'idea per perdersi tra i panorami della sempre verde Valdorcia.
Essì, la Toscana è sempre la Toscana... e quelle colline, segnate dai profili di eleganti cipressi, sono l'immagine più invitante per un weekend da trascorrere tra natura, storia, arte e sapori.
San Quirico d’Orcia può essere l’inizio di un itinerario…

Entrando da porta dei Cappuccini, diretti verso il centro storico, il percorso della via Francigena riporta alla mente le note storiche di questa antica stazione di posta. Come altri pellegrini in viaggio verso Roma, qui sostarono Sigerico, l’arcivescovo di Canterbury, e Federico I, il Barbarossa.

Tra i monumenti più importanti, la bellissima collegiata dei santi Quirico e Giulitta attira l’attenzione anche per le particolari colonne e i fregi, ricchi di elementi zoomorfi. (Su questo sito, una curiosa e interessante analisi di dettagli riconducibili ai maestri comacini).
 Bifora

Accanto, il palazzo Chigi, oggi sede del Comune, fatto costruire dal cardinal Chigi, nipote di Papa Alessandro VII. Insignito del titolo di Marchese di San Quirico da Cosimo III de Medici, il cardinal Chigi fece erigere, in suo onore, la statua che campeggia nel centro degli Horti Leonini, il bel complesso con giardino rinascimentale all’italiana, realizzato già nel 1540 da Diomede Leoni.

Accanto agli Horti Leonini si trovano il giardino delle rose e l’antica pieve romanica di santa Maria Assunta, situata di fronte allo spedale della Scala.

Uscendo da San Quirico si può proseguire per Bagno Vignoni, il delizioso centro con la caratteristica piazza occupata dalla vasca d’acqua termale. Ad una estremità del borgo, da non perdere, il complesso del parco dei mulini, con i gorelli e lo splendido panorama.
E di una cosa sono certa: il fascino discreto della Valdorcia colpirà ancora… e vi innamorerete perdutamente della Toscana.
Dove dormire:
Bagno Vignoni
Se riuscite a prenotare, vi consiglio:
Hotel le Terme, piazza delle Sorgenti, Bagno Vignoni  (provato)
Dove mangiare:
- San Quirico d’Orcia:
Ristoranti piuttosto cari, piatti tipici, servizio essenziale.
Provati:
Trattoria Osenna (preferibile)
Trattoria al Vecchio Forno
- Bagno Vignoni
Ristorante la terrazza dell’Hotel le Terme  
Spuntineria “La bottega di Cacio”
Provati entrambi
Anna - RighebluIdeeweekend

mercoledì 1 settembre 2010

Bressanone, stile vivace ed elegante

Se dovessi sintetizzare con due soli attributi l'essenza di Bressanone e, in particolare, del suo centro storico, direi: "Vivacità" ed "Eleganza"... 
Ed è proprio con questo stile, vivace ed elegante, che la città manifesta tutta la sua bellezza nella piazza e nelle due vie principali. 
Piazza Duomo e Via dei Portici Minori e Maggiori si aprono tra case ed edifici religiosi imponenti, ma illeggiadriti da slanciati campanili e facciate merlate, con erker decorati e splendidamente in fiore.


Il Duomo, con la facciata stretta tra due torri campanarie, è un complesso di edifici derivati dalla prima chiesa  costruita nel X secolo e più volte trasformata e ricostruita. 
L'interno, sfarzoso e barocco, è a una sola navata, con diverse cappelle laterali.


Riccamente decorata con stucchi e marmi, la cattedrale è dedicata alla Vergine Assunta e racchiude anche diversi affreschi di Paul Troger, considerati tra le opere maggiori del Tirolo. 
Accanto al Duomo si trova l'ingresso al chiostro del Duomo che, con il suo stile romanico, 


testimonia l'aspetto medievale originariamente caratteristico di tutto il complesso. 
Particolarmente belli sono gli affreschi che ricoprono le volte delle arcate.



Nelle vie del centro storico, numerosi sono gli edifici che attirano l'attenzione, come casa Goreth, alla fine di via dei Portici Maggiori.


In fondo ad essa svetta la Torre Bianca, il candido campanile della bella chiesa di San Michele, anch'essa con interno barocco.
 
Tra gli edifici più prestigiosi si distingue il principesco palazzo vescovile, ora sede del museo diocesano con, all'esterno, il "giardino dei Signori", un giardino semplice organizzato in quattro sezioni segnate con aiuole coltivate a fiori e ortaggi.


In estate e inverno, la città offre interessanti opportunità per organizzare le proprie vacanze, con un ricco programma di eventi e manifestazioni, da vivere anche in un weekend, più o meno lungo.
Per comprendere la vivacità dello spirito che anima i Brissinensi e il loro attaccamento alle tradizioni, vi suggerisco di leggere questo post di Carmine Volpe sull'Altstadtfest...


giovedì 26 agosto 2010

Il lago di Braies - splendidi scenari alpini

Come la Valle di Anterselva, anche l'incantevole Val di Braies è una laterale della Val Pusteria, nel cuore del Tirolo.
Percorrendo la strada che porta al lago, la vista corre sul magnifico paesaggio punteggiato di masi e piccoli borghi, come San Vito e Ferrara, inseriti in uno splendido scenario di boschi e prati verdissimi.
chiesetta di S. Vito

Giunti quasi in prossimità del lago, l'incombenza del parcheggio - piuttosto ampio - sembra deporre per  una dimensione meno idilliaca e più turistica del luogo. Ma, tant'è, siamo "turisti in Agosto", e numerosi, tutti amanti della natura, della montagna e della cultura di questo territorio...

Il lago è lì, a pochi passi, bellissimo!


Naturale tentare un confronto con altri laghi vicini, come il lago di Anterselva, per esempio... che è molto simile, ma situato in uno scenario diverso, con un suo naturale fascino e che sento "affettivamente" più rasserenante e... bello!

Senza dubbio splendidi e ammalianti, i colori delle acque del lago di Braies spaziano nella gamma dei verdi e dell'azzurro, con le ombre e i riflessi delle fantastiche vette che lo circondano.

La collocazione del lago di Braies all'interno del Parco Naturale di Fanes - Sennes - Braies ne fa un frequentato punto di partenza per passeggiate ed escursioni, su sentieri anche impegnativi.
Il percorso più praticato è quello del giro del lago a piedi, con vista incomparabile sullo specchio d'acqua e completato in un'ora circa. 
Sulla spiaggia, in alcuni punti abbastanza ampia, è tempo di relax, sole e gioco...

Ed è possibile anche attraversarlo con piccole barche a remi, prese in affitto presso una palafitta sul lago.

Riprendendo la macchina - oppure anche a piedi - si può procedere per Prato Piazza, fermandosi a Ponticello e aspettando l'unico mezzo consentito, il bus navetta.
Il cambiamento repentino del tempo, purtroppo, ci ha fatto poi rimandare a tempi meno incerti...

Anna - Righeblu - Idee Weekend

Itinerari Alto Adige:
A: Anterselva di mezzolago di Anterselva - Parco Nazionale degli Alti Tauri (Austria)Val Fiscalina (Dolomiti di Sesto)Monguelfo - Brunico - Castel TuresRiva di Tures (cascate) -

sabato 12 dicembre 2009

Calcata vecchia: medioevo, folklore, arte e natura...

La lunga fila di auto parcheggiate al bordo della strada sembra "stridere" con il paesaggio...
e con le antiche mura delle case-radici abbarbicate alla rupe tufacea.
Il borgo medievale di Calcata si trova a pochi chilometri da Roma, nel Viterbese e, per diversi aspetti, ricorda la più nota Civita di Bagnoregio.

Anche la rupe di Calcata, come quella di Civita, avendo subito diversi crolli, intorno agli anni '60 fu abbandonata dai residenti, trasferitisi nel vicino centro di Calcata nuova.
Nello stesso periodo, la tendenza a fuggire dalle città e la ricerca di nuove frontiere d'ispirazione artistico-espressive contribuirono al ripopolamento e alla rinascita di questo borgo, rimasto praticamente immutato nella sua struttura medioevale.
L'arrivo di nuovi personaggi, "alternativi", artisti, artigiani, intellettuali, alimentò di nuova linfa vitale il piccolo centro e lo rese noto come "il borgo degli artisti".
Attualmente, anche la naturale bellezza del territorio, situato nel parco ragionale Valle del Treja, contribuisce ad accrescere l'interesse per quest'area.


Gruppi di appassionati escursionisti si ritrovano, nel periodo primaverile, lungo le rive del fiume Treja che, in alcuni tratti, forma piccole cascate come quelle del Monte Gelato, tra Mazzano Romano e Calcata.
Inoltre, la particolare scenografia delle gole del Treja è stata, ed è, utilizzata per ambientazioni e set cinematografici.
Con le sue viuzze strette, le scale e le piccole corti segnate dall'originalità e dal folclore, Calcata è un luogo interessante e tranquillo, adatto per un weekend o, semplicemente, per una gita fuori porta.


Méta di turisti e romani in escursione domenicale, è più frequentato proprio nei fine settimana, quando i ristorantini si riempiono e occorre aspettare in fila per il secondo turno... (...è meglio prenotare!!!).

Le foto sono state scattate il 7 Dicembre e già si respirava aria natalizia...


Dall'8 Dicembre, fino al 6 Gennaio, il centro storico sarà interessato da una serie di iniziative nell'ambito di una manifestazione intitolata "Il Sole Invitto", con mostra d'arte collettiva sul tema del Solstizio d'inverno e i legami dell'evento astronomico con la festività del Natale.
Una ragione in più per inserirla tra le idee weekend di Dicembre e Gennaio...


Anna Righeblu Ideeweekend

martedì 14 luglio 2009

Bianche scogliere di Sicilia


La Scala dei Turchi

Non mi trovo in Sicilia, anche se sono in fase pre-vacanziera e trascorro il tempo libero dedicandomi all' …“otium”... tra mare, giardino e letture.

Tra i vari Camilleri da leggere, ho appena iniziato “Il casellante”.
Nelle prime pagine c’è il riferimento a un luogo, per ora nei miei sogni, che aveva già destato la mia curiosità, sin dalla descrizione di Camilleri in alcuni passi di “La prima indagine di Montalbano”:

“….Passato un promontorio, la Scala dei Turchi gli apparse ‘mprovvisa.
Se l’arricordava assai più imponenti…
Il profilo della parte più alta della collina di marna candida s’incideva contro l’azzurro del cielo terso, senza una nuvola, ed era incoronato da siepi di un verde intenso. Nella parte più bassa, la punta formata dagli ultimi gradoni che sprofondavano nel blu chiaro del mare, pigliata in pieno dal sole, si tingeva, sbrilluccicando, di sfumature che tendevano al rosa carrico. Invece la zona più arretrata del costone poggiava tutta sul giallo della rina. Montalbano si sentì sturduto dall’eccesso dei colori, vere e proprie grida, tanto che dovette per un attimo inserrare l’occhi e tapparsi le orecchie con le mano….”

La scenografica Scala dei Turchi… è una bianca scogliera rocciosa, che si erge a picco sul mare, a 13 chilometri da Realmonte, lungo il litorale vicino a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento.
Per chi si trova in zona, potrebbe essere un’idea weekend da valutare…
È descritto come un luogo straordinario: la costa qui è di un colore bianco abbagliante e appare modellata come una scala ondulante naturale, con i gradoni che “scendono” nell’azzurro limpido della marina.
S’innalza tra due spiagge sabbiose ed è raggiungibile solo dalla costa, inerpicandosi sulla scogliera stessa.
Il nome, secondo un'antica leggenda, deriva dai predoni saraceni che, arrivati con le loro navi nelle acque riparate dalla scogliera, vi si arrampicarono raggiungendo la cima e razziando poi i villaggi del posto.
Inoltre, a circa duecento metri dalla riva, affiorano due scogli detti "u zitu" e "a zita" che, secondo un’altra leggenda, ricordano la storia di due giovani innamorati del posto.
__________________________

Aggiornamento: da un commento di Marcopa82, autore della foto del post:

...è possibile arrivare a Scala dei Turchi anche via terra, scendendo attraverso sentieri un pò polverosi e faticosi ma... ne vale la pena!

L’immagine è di marcopa82, tratta da Flickr e scovata in rete…

Anna righeblu ideeweekend

mercoledì 1 luglio 2009

Weekend a Otranto: il Castello Aragonese e Joan Mirò


Se avete in mente di trascorrere un periodo di vacanza in Puglia o siete già in zona, potreste inserire Otranto nel vostro itinerario/weekend.
Oltre all’originario borgo intatto, l’antica “Porta d’Oriente” salentina custodisce, tra i suoi monumenti più importanti, il massiccio Castello Aragonese.
Protagonista della storia secolare della città, fu costruito sulla costa, a ridosso del mare, tra il 1485 e il 1498, per volere di Ferdinando d’Aragona.
Nel 1480, infatti, in seguito al tragico attacco dei Turchi, la città, sprovvista di cannoni e rimasta isolata, aveva subito una pesante disfatta.
Dopo quella triste esperienza, la costruzione del castello e le successive opere di ampliamento e potenziamento delle fortificazioni, contribuirono a rafforzare le difese della città.

In seguito (1764) la fortezza divenne, inspiegabilmente, centro d'ambientazione e "protagonista" di un’opera letteraria dal titolo "Il Castello di Otranto” (The Castle of Otranto), oggi ritenuta piuttosto scadente e pubblicata da Horace Walpole.
Il romanzo, forse ispirato da un sogno, a dispetto della sua mediocrità, rimane il primo esempio del brillante e fortunato genere letterario "gotico".
La storia, narrata come una vicenda medievale, sarebbe tratta da un manoscritto italiano del Cinquecento e si sviluppa secondo una trama con torbidi intrecci, tesi al compimento di una cupa maledizione, e con personaggi ed ambientazioni angoscianti.



Nella più felice e solare storia contemporanea, invece, l’imponente Castello riconquista il suo importante ruolo di fulcro centrale della vita culturale e artistica della vivace città, quale sede di importanti convegni e iniziative museali.
Tra i progetti più recenti si segnala un evento di notevole interesse artistico: dal 27 Giugno al 27 Settembre, proprio nei locali del castello Aragonese è allestita la mostra di Joan Mirò, con esposizione di diverse litografie del geniale artista spagnolo, tra i maggiori esponenti del surrealismo.

Un motivo in più per segnare Otranto tra le mete Pugliesi dell’estate…

Anna Righeblu Ideeweekend

Itinerari: Alberobello - Ostuni - Lecce - Gallipoli - Presicce - Copertino - Otranto - Weekend a Otranto: il Castello Aragonese e Joan Mirò

lunedì 8 giugno 2009

Roscigno vecchia, quel che resta del borgo…

[foto da Flickr, di Mauro F]

In un commento sul mio post dedicato a Civita di Bagnoregio, Giovanna mi aveva segnalato un’altra città che muore, Roscigno vecchia, in provincia di Salerno.

Pur non avendo ancora potuto visitare direttamente il luogo, sono rimasta colpita dalle poche notizie trovate in rete e documentate, però, da numerose, struggenti immagini.
Il piccolo borgo si trova nel parco del Cilento ed è definito come “la Pompei del XIX sec.”.
La sua storia e l’antica bellezza sono testimoniate dai resti degli antichi palazzetti signorili, solcati da vistose crepe, con accanto le semplici abitazioni contadine e la chiesa settecentesca, affacciata sull’ampia piazza, con la fontana nel centro.

[foto da Flickr, di Mauro F]

Posta su un territorio franoso, la storia di Roscigno vecchia è simile a quella di Civita di Bagnoregio.
Anch’essa, infatti, iniziò a spopolarsi nel 1902, per effetto di due ordinanze di evacuazione, a causa di ripetuti eventi franosi.

E’ solo una città fantasma allora? Assolutamente no: per interessamento di varie organizzazioni di volontari e dell’Università di Napoli, il piccolo borgo, che costituisce un’importante testimonianza del tipico centro rurale del Meridione, è oggetto di un’attenta rivalutazione museale.
Pare che gli abitanti ormai non ci siano più, ma i volontari della Pro loco, attraverso un progetto denominato “Città Museo”, tentano di mantenere in vita il passato di queste rovine.
Con tale obiettivo è stato curato l’allestimento di un interessante museo etnografico della civiltà contadina: la dislocazione degli strumenti di lavoro, nei vari edifici, segue i criteri delle fasi lavorative e dei cicli di produzione propri della tradizione rurale.

Non lontano, inoltre, sul pianoro del monte Pruno, si trova un interessante sito archeologico, con resti di un importante insediamento antico.


Insomma, per me è un’idea weekend da segnare in agenda e, spero lo sia anche per voi…

Anna Righeblu Ideeweekend

lunedì 1 giugno 2009

Chiusi, città antica e potente.

La città di Chiusi, considerata dagli autori latini tra le più antiche e potenti città etrusche, sorge su tre colli, al centro della Val di Chiana, in provincia di Siena.
Affacciata su un ampio territorio pianeggiante, con al centro il piccolo lago omonimo, conserva numerose testimonianze delle sue illustri origini.
Lungo la strada che conduce al lago, si trovano diverse tombe etrusche, la tomba della Scimmia, del Leone, delle Iscrizioni… che è possibile visitare con la guida, su prenotazione al numero 057820177 del Museo Archeologico.
Il Museo, da vedere assolutamente, presenta numerosi ed interessanti reperti, sistemati in ampie sale, accanto ai modelli delle tombe stesse, con un allestimento molto ben curato.

Particolarmente interessante è la Cattedrale di San Secondiano: una serie di colonne, con capitelli diversi, divide l’interno in tre navate, le cui pareti sono state dipinte in modo da riprodurre i mosaici ravennati.


Accanto al Duomo si trova la torre campanaria, isolata, con accanto la cisterna romana.
Tra le visite, consigliato a chi non soffre di claustrofobia, il percorso sotterraneo del Labirinto di Porsenna… costituito da una serie di cunicoli di origine etrusca, scavati per il drenaggio delle acque e che, secondo alcuni antichi autori, doveva condurre alla tomba del mitico re…

Anna Righeblu Ideeweekend

lunedì 18 maggio 2009

Un tranquillo weekend al lago… di Chiusi

Tranquillo e rilassante, lo specchio d’acqua si trova in una pianura limitata da basse colline, su una delle quali sorge la città di Chiusi.

Poco distante dall’uscita autostradale, si raggiunge facilmente percorrendo la strada che porta anche alle tombe etrusche (visitabili solo con la guida e dietro prenotazione al museo etrusco).


La riva è frequentata da diversi pescatori, alcune mamme con bambini, canoisti e sportivi.


Per i ciclisti è presente un percorso ben articolato all’interno dell’area protetta, dove è possibile usufruire di un campeggio e di un’area picnic, senza trascurare l’idea del ristorante con vista lago.


Non ci sono rumori, i bimbi non urlano, tutto è tranquillo.
Si può passeggiare lungo le rive e osservare gli uccelli acquatici e le anatre che nuotano e le barche che scivolano, sull’acqua, in un’atmosfera ovattata.


Tutto invita alla distensione e al relax… Un buon libro e la buona compagnia fanno il resto, il pieno di energia positiva, per affrontare la settimana in città, è assicurato.

Se poi si vuole continuare con la visita nei dintorni, Chiusi è una cittadina ricca di proposte interessanti …

Anna Righeblu Ideeweekend

mercoledì 4 marzo 2009

Il castello di Poppi

[foto di Rossano Lamarca, da Flickr]

Con la sua mole e la torre squadrata, domina il borgo medievale e la valle del Casentino.

Fu, per diversi secoli, la residenza fortezza della potente famiglia feudale dei conti Guidi che, con successivi ampliamenti e restauri, la resero una tra le più importanti dimore signorili della Toscana.
Solo la torre originaria, presa a modello per quella di Palazzo Vecchio a Firenze, fu distrutta a causa di un fulmine, e successivamente ricostruita e trasformata in torre campanaria.
Per secoli, le campagne circostanti il castello furono teatro di sanguinose battaglie e, anche per questi luoghi, come da tradizione, non mancano le leggende popolari di fantastiche apparizioni e fantasmi duellanti.
La leggenda più intrigante sul castello, però, è quella della sanguinaria contessa Matelda, donna bellissima che, rimasta vedova, amava consolarsi con numerosi amanti, scelti tra i giovani più belli del Casentino.
Esaurita la passione, la bella Matelda li uccideva, precipitandoli in un fossato con centinaia di lame, sulle quali i poveretti morivano infilzati.
La gente del borgo, stanca delle atrocità della donna, la murò viva in una torre, da allora chiamata "torre dei diavoli".
Si dice che, ancora oggi, il fantasma della contessa, bellissima e vestita di bianco o di nero, non disdegni di apparire ad alcuni visitatori, con l’insano intento di conquistarli.
PS: non ho ancora visitato il castello, mi sono solo documentata... per ora.

Anna Righeblu Ideeweekend

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sabato 14 febbraio 2009

I Della Robbia in mostra ad Arezzo

Quella che vi segnalo è un’idea weekend con tempi elastici e, vista la situazione meteorologica che da diverso tempo, ormai, condiziona i nostri fine settimana, possiamo pianificarla con comodo o all’ultimo momento.
Il territorio di Arezzo si prepara a ospitare un grande evento: la mostra che celebra la notevole produzione artistica della straordinaria famiglia “Della Robbia”.
Dal 21 Febbraio al 7 Giugno, nelle sale del Museo Statale d’Arte Medievale e moderna di Arezzo, saranno esposte diverse opere degli artisti della terracotta invetriata.
La produzione di questa famiglia, in epoca rinascimentale, ha arricchito chiese, palazzi, edifici delle più belle città toscane, creando originali accostamenti con opere di altri grandi artisti del tempo.
Proprio per evidenziare i legami tra forme espressive diverse, nella sede museale, accanto alle terrecotte, saranno esposte le opere di pittori, scultori e architetti del Rinascimento.
La fortuna e il merito dei Della Robbia si deve soprattutto all’idea di usare, sull’impasto delle sculture, il rivestimento di smalto stannifero della maiolica.

Le loro opere furono molto apprezzate e si diffusero su tutto il
territorio, determinando l’affermazione del potere della famiglia che deteneva il segreto della tecnica di lavorazione. Per approfondire anche la dimensione spaziale della creatività dei Della Robbia, all’evento espositivo saranno affiancati una serie di itinerari sul territorio. Sarà così possibile riscoprire i numerosi tesori artistici, insieme a quelli paesaggistici ed enogastronomici, attraverso le suggestioni dei piccoli centri della Valtiberina, Valdarno, Valdichiana e Casentino.
 

Anna
Righeblu Ideeweekend

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