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martedì 14 luglio 2009

Bianche scogliere di Sicilia


La Scala dei Turchi

Non mi trovo in Sicilia, anche se sono in fase pre-vacanziera e trascorro il tempo libero dedicandomi all' …“otium”... tra mare, giardino e letture.

Tra i vari Camilleri da leggere, ho appena iniziato “Il casellante”.
Nelle prime pagine c’è il riferimento a un luogo, per ora nei miei sogni, che aveva già destato la mia curiosità, sin dalla descrizione di Camilleri in alcuni passi di “La prima indagine di Montalbano”:

“….Passato un promontorio, la Scala dei Turchi gli apparse ‘mprovvisa.
Se l’arricordava assai più imponenti…
Il profilo della parte più alta della collina di marna candida s’incideva contro l’azzurro del cielo terso, senza una nuvola, ed era incoronato da siepi di un verde intenso. Nella parte più bassa, la punta formata dagli ultimi gradoni che sprofondavano nel blu chiaro del mare, pigliata in pieno dal sole, si tingeva, sbrilluccicando, di sfumature che tendevano al rosa carrico. Invece la zona più arretrata del costone poggiava tutta sul giallo della rina. Montalbano si sentì sturduto dall’eccesso dei colori, vere e proprie grida, tanto che dovette per un attimo inserrare l’occhi e tapparsi le orecchie con le mano….”

La scenografica Scala dei Turchi… è una bianca scogliera rocciosa, che si erge a picco sul mare, a 13 chilometri da Realmonte, lungo il litorale vicino a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento.
Per chi si trova in zona, potrebbe essere un’idea weekend da valutare…
È descritto come un luogo straordinario: la costa qui è di un colore bianco abbagliante e appare modellata come una scala ondulante naturale, con i gradoni che “scendono” nell’azzurro limpido della marina.
S’innalza tra due spiagge sabbiose ed è raggiungibile solo dalla costa, inerpicandosi sulla scogliera stessa.
Il nome, secondo un'antica leggenda, deriva dai predoni saraceni che, arrivati con le loro navi nelle acque riparate dalla scogliera, vi si arrampicarono raggiungendo la cima e razziando poi i villaggi del posto.
Inoltre, a circa duecento metri dalla riva, affiorano due scogli detti "u zitu" e "a zita" che, secondo un’altra leggenda, ricordano la storia di due giovani innamorati del posto.
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Aggiornamento: da un commento di Marcopa82, autore della foto del post:

...è possibile arrivare a Scala dei Turchi anche via terra, scendendo attraverso sentieri un pò polverosi e faticosi ma... ne vale la pena!

L’immagine è di marcopa82, tratta da Flickr e scovata in rete…

Anna righeblu ideeweekend

lunedì 30 luglio 2007

Un libro per un week end

3. Il fatto

"A malgrado che è luglio, i mille metri della Quisquina fanno la sirata accussì frisca ch’è una billizza. L’aria leggera e pungente che sciàura macari di pino allarga il petto e pulizia i pinseri.Il vescovo e don Graceffa s’assettano supra alle pietre e sinni stanno in silenzio. Don Graceffa si deve ripigliare della sia pur breve caminata nel bosco. Non passa manco un minuto che una fucilata ’mprovisa, sparata da pochi metri di distanza, esplode con un gran botto fatto cchiù forte dalla quiete assoluta che c’è torno torno. Il vescovo sente il proiettile fischiare a pochi centimetri dalla so testa e istintivamente si susi addritta di scatto, strammato, si talia torno torno, non capisce nenti di quello che sta capitando.«Si butti giù!» gli grida don Graceffa.Peruzzo accenna a farlo, ma gli appostati non gliene danno tempo. Sparano di nuovo e…"


Il brano è tratto da: “Le Pecore e il Pastore”
di Andrea Camilleri.

Il libro, edito da Sellerio, è stato pubblicato a Marzo 2007. 115 pagine di un insolito Camilleri, alle prese con un giallo storico basato sull’attentato, avvenuto nel 1945, contro il vescovo di Agrigento, Monsignor Peruzzo. I fatti narrati si svolgono in due conventi: l’eremo della Quisquina e il Monastero di Palma di Montechiaro. Nel primo avviene il ferimento di Monsignor Peruzzo, nel secondo, dieci giovani suore di clausura “offrono la loro vita” al Signore, in cambio della salvezza del loro “pastore” e si lasciano morire. Questa, in sintesi, la vicenda; Camilleri ne ricostruisce gli scenari, con un’indagine attenta, fino a porre una serie di questioni …L’ho trovato molto interessante e, a tratti, sconcertante. Senza dubbio, 115 pagine da leggere con attenzione.
© Anna - righeblu ideeweekend

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