venerdì 8 maggio 2009

I Della Robbia alla Verna


Tra gli itinerari possibili, alla ricerca dei capolavori robbiani, nel territorio del Casentino è possibile ammirare numerose, splendide tavole di Andrea della Robbia.
Molte opere, tra le più belle e significative di questa grande famiglia di artisti, sono concentrate in un luogo di grande suggestione e fascino, legato alla spiritualità francescana: la Verna (vicina a Chiusi della Verna, provincia di Arezzo, Toscana).


All’ingresso della Basilica, a destra, si trova la Madonna del Rifugio,


la Vergine in adorazione,


la splendida Annunciazione,
considerata il capolavoro di Andrea della Robbia, per la particolare delicatezza espressiva nei volti della Vergine e dell’Arcangelo Gabriele (foto 1).
All’inizio del lungo corridoio delle stimmate, nella cappella della Pietà, si trova una tavola policroma raffigurante la deposizione di Gesù dalla croce, di Santi Buglioni.


La più grande tra le terrecotte invetriate della Verna è la Crocifissione, posta sull’altare della piccola cappella delle stimmate.


Altre splendide terrecotte, come la Madonna della Cintola, la Natività e la Deposizione, due tavole policrome di Andrea della Robbia, si trovano nella Chiesa di S. Maria degli Angeli.




Anna Righeblu Ideeweekend

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Ospitalità: Hotel Ristorante La Gravennaweekend del gusto nel basso Casentino -

martedì 28 aprile 2009

Siracusa, scoprire Ortigia


Tra stretti vicoli e piazzette, procedendo in salita, dal lungomare del passeggio Aretusa si arriva fino al punto più alto dell’isola di Ortigia, la splendida piazza del Duomo.
Le transenne, poste a delimitare l’area impegnata per l’allestimento del gigante in alluminio (in occasione del G8), occupano gran parte della piazza che, tuttavia, non ha perso il suo fascino.


Dominata dalle forme barocche, che caratterizzano la maestosa facciata del duomo e degli antichi palazzi nobiliari, la piazza è, da sempre, il luogo d’incontro più incantevole della città… a dispetto dei numerosi gruppi di turisti e vocianti scolaresche in visita…

L’interno del duomo presenta numerose colonne del primitivo tempio dorico, dedicato alla dea Atena e risalente al V secolo a.C.

Intorno alla piazza, tra i vicoli, è piacevole immergersi in un'atmosfera d'altri tempi, tra multicolori tentazioni di negozietti, gelaterie e pasticcerie, e facciate di antichi palazzi, sontuosi e decadenti.
Poco distante da Piazza del Duomo, in fondo a via Roma, si distingue Palazzo Bellomo, sede della pinacoteca, mentre sulla piazza si erge la magnifica facciata del palazzo Beneventano del Bosco…
Scoprire Ortigia è una piacere… il cuore di Siracusa è tutto qui…
Anna Righeblu Ideeweekend

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martedì 21 aprile 2009

Viaggio in Sicilia - Siracusa

[darsena]

Un breve viaggio in Sicilia per una piacevole occasione... e sono riuscita a rivedere Siracusa, sempre bella e accogliente, soprattutto nel suo centro storico più antico, l'isola di Ortigia.

E' il nucleo originario della città che, fondata dai Corinzi nel 734 a. C., in breve tempo divenne la capitale culturale e artistica della Magna Grecia.
Di tutte le dominazioni successive, romane, arabe, normanne, spagnole, piemontesi...rimangono ancora numerose e significative tracce nel patrimonio culturale e artistico della città.

Con la sua forma allungata, Ortigia separa le insenature dei due porti, uniti dal breve canale della darsena.

[canale]

Lungo la riva di ponente, superata Porta Marina,

si arriva alla passeggiata Aretusa.
Da qui, sul lungomare, si scorgono le nuove, squadrate strutture del porto turistico in costruzione...
Più in là, le possenti ed estese radici dei ficus magnolioidi

segnano i lati del parco attiguo alla fonte Aretusa.


In lontananza, sulla punta dell'isola, si scorge la massiccia sagoma del castello Maniace, la fortezza scelta e restaurata per ospitare il prossimo G8, sui problemi dell'ambiente, in programma dal 22 al 24 Aprile.


Per il resto, i vicoli, gli angoli, le piazze e i monumenti di Ortigia sono tutti da scoprire... nel prossimo post...

Anna righeblu ideeweekend

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venerdì 3 aprile 2009

La Villa delle Meraviglie di Bomarzo

[Cerere]

Quando fu realizzata, per volere del Principe Pier Francesco Orsini, la villa doveva essere un parco pieno di creature fantastiche e mostruosità, sapientemente scolpite nella pietra e perfettamente inserite nel bosco.
Un luogo sorprendente dunque, denso di riferimenti simbolici e realizzato da Pirro Liborio, il grande architetto progettista di Villa d’Este, che ne curò l'impegnativo allestimento nel 1552.

Tra le statue, ne riporto alcune...
Proteo, un genio del mare sulla testa del quale poggia una sfera, tutta incisa dai simboli araldici degli Orsini e sormontata da un castello, forse quello di Bomarzo.

Pegaso e, sullo sfondo, la famosa Tartaruga sormontata dalla fama alata.
Il simbolismo legato alla tartaruga è molto interessante: essa, infatti, è rivolta verso un'orca con le fauci spalancate e la scena pare simboleggi una situazione di pericolo in cui occorre, appunto, mantenere un atteggiamento di prudenza (la tartaruga) e tempestività (la fama alata).


La strana casa pendente ha il pavimento perpendicolare alle pareti, inclinate. La sensazione che si ha, all'interno, è quella di una sgradevole mancanza di equilibrio...

L'elefante fortificato che, con la proboscide trasporta il corpo di un legionario, è simile a quelli con i quali Annibale sconfisse le legioni romane.

E il "terrificante" orco che, nella bocca, contiene una stanza con un tavolo e due sedili in pietra, non è simpatico?
All'esterno è possibile leggere "Ogni pensiero vola" scritta che ha sostituito quella originaria "Lasciate ogni pensiero voi ch'intrate"...

E non finisce qui...

Il parco è una meta da non perdere per chi è in zona ma, se possibile, è meglio evitare la visita domenicale... a meno che non portiate i vostri bimbi...
L'organizzazione del parco è tale che la domenica si riempie di famiglie, con bambini di varie età, per trascorrervi anche l'intera giornata.

Costo del biglietto 9 euro per gli adulti. (non pochi, il parco dovrebbe essere più curato, a mio avviso...)
Si raggiunge in autostrada A1, uscita Attigliano.

Anna Righeblu Ideeweekend

Itinerari: Bagnoregio - Civita di Bagnoregio - Lubriano - Castiglione in Teverina - Lago di Bolsena

lunedì 23 marzo 2009

Weekend a Civita di Bagnoregio, immagini in video

Ho montato in un video (appena pubblicato) le foto del mio ultimo weekend nella Tuscia Viterbese...




Immagini di Civita di Bagnoregio, la città che muore... sospesa in un'altra dimensione, sul paesaggio lunare della stupenda valle dei calanchi.
Ancora vitale e pulsante, per la tenacia e l'amore della gente che qui vive, senza lo stress e gli affanni della nostra dimensione.

E a voi, piacerebbe vivere, per un po', sospesi in un luogo così?

Anna Righeblu Ideeweekend

Itinerari: Bagnoregio - Civita di Bagnoregio - Lubriano - Castiglione in Teverina - Lago di Bolsena - Bomarzo

venerdì 20 marzo 2009

Weekend a Bagnoregio

Una Locanda Romantica - weekend nel Lazio.


Per organizzare un weekend, non sempre è necessario andare in posti lontani...e così, venerdì scorso, siamo partiti alla volta di Bagnoregio, nella Tuscia Viterbese.
Avevamo proprio bisogno di riposarci e distrarci un po’. Abbiamo prenotato alla Locanda Romantica Pucci, segnalata dalla guida Michelin, in pieno centro.
Davvero molto carina, con le stanze indicate non da numeri, ma da nomi di fiori: rosa, magnolia, mimosa, lillà, dalia, tutte arredate con gusto, in u
no stile tra il rustico-antico con qualche elemento esotico.
La signora Pucci ha una passione per gli elefantini portafortuna e possiede una ricca collezione, distribuita, con gusto, in vari angoli della locanda.
In questo periodo, anche se il ristorante interno è in via di riorganizzazione e riaprirà in Aprile, è possibile consumare una ricca colazione, accompagnata da ottime marmellate: favolose quelle di arance amare e kiwi con cotogne, preparate dalla stessa proprietaria.

Nel pomeriggio abbiamo visitato il centro della tranquilla cittadina (alle 9 della sera le stradine erano praticamente deserte) posta su un lungo sperone tufaceo, laddove una volta si trovava Rota, antico borgo-frazione di Civita di Bagnoregio.

Passeggiando tra strade, vicoli e scalinate, abbiamo potuto costatare che sono presenti chiese in numero elevato, considerata l’estensione della cittadina.

Dagli stretti vicoli si può spaziare sullo splendido panorama della valle dei calanchi, e passeggiare tra le caratteristiche case in tufo, illeggiadrite dal “profferlo”, la scala esterna con balcone, tipico del viterbese.
Strano a dirsi, la vita di questa cittadina è forse tutta nella città che muore, Civita di Bagnoregio, resto di un passato che ancora sopravvive e richiama turisti da ogni parte del mondo.


Anna Righeblu Ideeweekend

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giovedì 12 marzo 2009

Sovana - Alla scoperta del tufo

Da Saturnia (alla scoperta dell’acqua calda), attraverso strade tortuose tra i boschi affacciati sulla valle del Fiora, arriviamo a Sovana, la bellissima città del tufo.
Sorge in un territorio - considerato strategico in epoca etrusco-romana, per la sua vicinanza al monte Amiata - inciso da profonde gole, le “cave”, dove si trovano diverse necropoli e tombe etrusche.
All’ingresso nel borgo ci si trova nella piccola piazza del Pretorio, lastricata in cotto a mattoncini e circondata da graziose costruzioni medioevali: il palazzo Pretorio, con la facciata decorata da stemmi, e il palazzo dell’Archivio, con l’antico orologio.
La romanica chiesa di santa Maria Maggiore, da non perdere, presenta un interno particolarmente affascinante: tre navate separate da massicci e bassi pilastri ottagonali con, alle pareti, affreschi cinquecenteschi di Andrea di Niccolò. All’estremità del borgo si trova il Duomo. Ricostruito e modificato in epoche successive, presenta sul fianco sinistro un portale ricavato assemblando antichi rilievi scultorei d’età romana.
L’interno, molto austero, è diviso in tre ampie navate e custodisce la tomba di San Mamiliano mentre, sotto l’abside, è presente un’antica cripta a cinque navate.

Nei dintorni di Sovana, a circa 2 chilometri dall’abitato, sulla strada che porta al borgo, si trova una necropoli con diverse tombe, tra le quali la grandiosa tomba Ildebranda, del II secolo a.C.
La sua importanza sta nella struttura monumentale, a tempio, con due scalinate ai lati e una serie di colonne a emiciclo, nella parte alta esterna.
Particolarmente interessante è la vicina strada etrusca scavata nel tufo [foto 1], con altissime pareti laterali convergenti, indicata come Via Cava Poggio Prisca.


Anna
Righeblu Ideeweekend

Itinerari: Saturnia 1 - Saturnia 2 - Sovana - Pitigliano

mercoledì 4 marzo 2009

Il castello di Poppi

[foto di Rossano Lamarca, da Flickr]

Con la sua mole e la torre squadrata, domina il borgo medievale e la valle del Casentino.

Fu, per diversi secoli, la residenza fortezza della potente famiglia feudale dei conti Guidi che, con successivi ampliamenti e restauri, la resero una tra le più importanti dimore signorili della Toscana.
Solo la torre originaria, presa a modello per quella di Palazzo Vecchio a Firenze, fu distrutta a causa di un fulmine, e successivamente ricostruita e trasformata in torre campanaria.
Per secoli, le campagne circostanti il castello furono teatro di sanguinose battaglie e, anche per questi luoghi, come da tradizione, non mancano le leggende popolari di fantastiche apparizioni e fantasmi duellanti.
La leggenda più intrigante sul castello, però, è quella della sanguinaria contessa Matelda, donna bellissima che, rimasta vedova, amava consolarsi con numerosi amanti, scelti tra i giovani più belli del Casentino.
Esaurita la passione, la bella Matelda li uccideva, precipitandoli in un fossato con centinaia di lame, sulle quali i poveretti morivano infilzati.
La gente del borgo, stanca delle atrocità della donna, la murò viva in una torre, da allora chiamata "torre dei diavoli".
Si dice che, ancora oggi, il fantasma della contessa, bellissima e vestita di bianco o di nero, non disdegni di apparire ad alcuni visitatori, con l’insano intento di conquistarli.
PS: non ho ancora visitato il castello, mi sono solo documentata... per ora.

Anna Righeblu Ideeweekend

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martedì 24 febbraio 2009

Weekend “acrobatico” a Ovindoli

Vi siete per caso imbattuti in uno dei cuscini disseminati a Roma?





“Jump in The Middle Tour”? Cos’è?

Una splendida occasione da cogliere al volo…

Per gli amanti delle acrobazie su sci e snowboard, dal 24 Febbraio al 1° marzo, presso gli impianti sciistici di Ovindoli, si terrà l’evento “Jump in The Middle Tour”.

Esperti e principianti potranno esercitarsi in salti acrobatici, senza rischi, utilizzando il Big AirBAG, il grande cuscino gonfiabile, in grado di proteggere dai rischi dell’atterraggio.

E anche per chi non sa sciare, il divertimento è assicurato!

Aggiornamento 5 Marzo: ... ed ecco com'è andata... superacrobazie e superdivertimento!!!


Anna Righeblu Ideeweekend

sabato 14 febbraio 2009

I Della Robbia in mostra ad Arezzo

Quella che vi segnalo è un’idea weekend con tempi elastici e, vista la situazione meteorologica che da diverso tempo, ormai, condiziona i nostri fine settimana, possiamo pianificarla con comodo o all’ultimo momento.
Il territorio di Arezzo si prepara a ospitare un grande evento: la mostra che celebra la notevole produzione artistica della straordinaria famiglia “Della Robbia”.
Dal 21 Febbraio al 7 Giugno, nelle sale del Museo Statale d’Arte Medievale e moderna di Arezzo, saranno esposte diverse opere degli artisti della terracotta invetriata.
La produzione di questa famiglia, in epoca rinascimentale, ha arricchito chiese, palazzi, edifici delle più belle città toscane, creando originali accostamenti con opere di altri grandi artisti del tempo.
Proprio per evidenziare i legami tra forme espressive diverse, nella sede museale, accanto alle terrecotte, saranno esposte le opere di pittori, scultori e architetti del Rinascimento.
La fortuna e il merito dei Della Robbia si deve soprattutto all’idea di usare, sull’impasto delle sculture, il rivestimento di smalto stannifero della maiolica.

Le loro opere furono molto apprezzate e si diffusero su tutto il
territorio, determinando l’affermazione del potere della famiglia che deteneva il segreto della tecnica di lavorazione. Per approfondire anche la dimensione spaziale della creatività dei Della Robbia, all’evento espositivo saranno affiancati una serie di itinerari sul territorio. Sarà così possibile riscoprire i numerosi tesori artistici, insieme a quelli paesaggistici ed enogastronomici, attraverso le suggestioni dei piccoli centri della Valtiberina, Valdarno, Valdichiana e Casentino.
 

Anna
Righeblu Ideeweekend

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Ristorante La Gravennaweekend del gusto nel basso Casentino - Ristorante Buca di San Francesco

sabato 7 febbraio 2009

Saturnia - terme tra storia e leggenda.

Il piccolo borgo di Saturnia, frazione di Manciano, sorge su una collina della Maremma toscana, sopra le rinomate sorgenti termali, poste tra il Monte Amiata e il fiume Fiora.
Le sue origini si fanno risalire al periodo pre-etrusco, e il nome, secondo la leggenda, deriverebbe da Saturnia Tellus, prima città italica, dimora del mitico re Saturno.
In epoca etrusca fu chiamata Aurinia e, in seguito, colonizzata dai Romani, fu trasformata in una vera e propria città.
Nel Medioevo, le sue misteriose origini, e la presenza delle sorgenti solforose, fecero proliferare molte leggende.
Si narrava che, da qui, il diavolo uscisse quando lasciava gli inferi, e il territorio era descritto com
e un luogo dal quale sgorgavano acque stregate, che andavano a depositarsi in pozze fumanti e bollenti, spargendo nell'aria un pungente odore malefico di zolfo.
Le cronache medievali, inoltre, registravano convegni di maghi e di streghe, diavolerie, incantesimi e riti sabbatici.
Nello stesso periodo, la città fu teatro di alterne vicende, finché, dopo una fase florida, seguita alla conquista da parte dei senesi, subì un lento declino.

Agli inizi di questo secolo, finalmente, lo sfruttamento delle risorse termali produsse una rinascita del borgo e un notevole sviluppo delle attività turistiche.
Oggi Saturnia è nota come elegante centro termale, dove si sfruttano le acque calde solforose per la cura e il benessere, medico e cosmetico.
[fotocenter.corriere.it]

Oltre che negli stabilimenti, è possibile immergersi nelle acque delle grandi vasche naturali, scavate nel travertino delle cascate del Mulino.

Anna Righeblu Ideeweekend

Itinerari:
ArgentarioBagno Vignoni - Saturnia - Sovana - Pitigliano

venerdì 30 gennaio 2009

Largo di Santa Barbara ai Librari – Roma

La chiesetta di Santa Barbara ai librari si trova in Largo dei librari, su Via dei Giubbonari e chiude, con la facciata barocca, lo spazio sul quale si affacciano diverse botteghe.
Da un’iscrizione posta all’interno, risulta che la chiesa appartenne a Giovanni Cresc
enzio, patrizio Romano, signore e dominatore di Roma, intorno all’anno 1000.
Dopo alcuni restauri, fu affidata, da Papa Clemente VIII, alla confraternita dei Librari che la valorizzarono arricchendola con affreschi e reliquie.
Più tardi però, quando i Librari la abbandonarono, nel 1878, la sua fortuna cambiò, fino a subire la sconsacrazione e divenire magazzino. Fortunatamente, pochi decenni fa, è stata restaurata e riportata al suo originario destino. _____________________________________________

OT: Ho potuto visitare la chiesetta sabato scorso, serata weekend dal filettaro…
Ebbene sì, Jajo ci ha tentati con il suo post sui filettoni di baccalà e, complice una mail di Kix, ci siamo ritrovati a campo de Fiori.
Era una giornata fredda e, armati di cellulari e macchine fotografiche, ci siamo ritrovati sotto la statua: Kix, Simone e Belva, Claudia e Jajo, Giu ed io.
Nonostante la pioggia, abbiamo trascorso una piacevole serata e, finalmente, abbiamo potuto gustare i famosi e ottimi filettoni di baccalà di cui Jajo aveva già raccontato in un suo post.
Il filettaro, infatti, si trova proprio nella piazzetta descritta.

Anna Righeblu Ideeweekend

venerdì 23 gennaio 2009

Un weekend d’arte – Arezzo

Per un weekend d’arte, nell’ultimo fine settimana dal tempo ancora incerto, abbiamo scelto Arezzo.
A cominciare dal Duomo, l’arte è presente in ogni angolo: nel centro storico si trovano concentrati monumenti, edifici del passato, vie con negozi d’antiquariato come piccoli musei.
Il nostro itinerario, iniziato con la visita del Duomo, è proseguito con la chiesa di San Francesco, costruzione gotica duecentesca, vero gioiello della città.
All’esterno, la facciata incompiuta si presenta semplice e austera come l’interno, in un'unica grandiosa navata.
Molti sono gli affreschi sui quali vale la pena soffermarsi ma, qui tutto diventa secondario, rispetto all’opera della Leggenda della Vera Croce, di Piero della Francesca.
Per ammirare da vicino gli affreschi, posti nella cappella Bacci, occorre prenotare e acquistare un biglietto (6 euro, biglietteria a destra della facciata, sulla piazza).
L’opera fu realizzata dopo il 1450, traendo ispirazione dalla Legenda Aurea di Jacopo da Varagine.
Lo schema dei 10 quadri non è di facile interpretazione, e la loro successione sulle pareti non segue l’ordine della leggenda.
Le scene sono rappresentate magnificamente, con forme e figure eleganti, su fondali che riproducono i paesaggi delle terre di Piero, come Sansepolcro e la stessa città di Arezzo.

Poco distante, è da visitare la romanica Pieve di S. Maria, con la torre campanaria detta “delle cento buche”.
L’interno è a tre navate e, sull’altare maggiore, si può ammirare il grande polittico della Madonna con bambino e santi… del Lorenzetti.

All’uscita si va in Piazza Grande, sempre bella, con gli edifici che la circondano, il grandioso loggiato del Vasari e la sua particolare inclinazione… purtroppo in questo periodo è occupata dai cantieri, per il rifacimento della pavimentazione, e non è possibile apprezzarne tutta la grandiosità e la bellezza!

Anna Righeblu Ideeweekend

Itinerari: Toscana 1 - Toscana 2

Itinerari del gusto: La Gravenna - Buca di San Francesco

venerdì 16 gennaio 2009

Vacanze da brivido al castello di Glamis - Scozia

[foto di fitaloon da Flickr]

Se siete attratti da paesaggi e atmosfere scozzesi, e state progettando un viaggio estivo nella terra delle cornamuse, tra le mete possibili, potreste inserite uno dei più leggendari e misteriosi castelli di Scozia: il castello di Glamis.

Si trova a Tayside, poco distante da Dundee, ed è una delle dimore più famose per numero e tipologia di fantasmi infestanti, e per i tragici avvenimenti legati alla maledizione e al segreto degli Strathmore.

Il castello, infatti, già teatro di vicende terribili e cruente, sarebbe stato ereditato nel XVII secolo dal Conte Patrick Strathmore, uomo violento, dissoluto e dedito al gioco.

Sulla sua storia circolano diverse leggende: in una si narra che egli avesse rinchiuso un suo figlio deforme in una stanza segreta mai ritrovata, in un’altra, che il conte avesse perso l’anima giocando una partita a carte con il diavolo in persona, essendo poi costretto a giocare a carte per l’eternità.

Le storie del castello affascinarono scrittori e studiosi, che vi soggiornarono confermando il carattere misterioso, e non individuabile, di alcune aree del maniero.

La maledizione degli Strathmore è un’altra delle terribili leggende sul castello: si dice che la famiglia nasconda un segreto terribile, rivelato, nel giorno del ventunesimo compleanno, solo al discendente maschile.
Oggi la discendenza maschile è estinta.


Anna Righeblu Ideeweekend

sabato 3 gennaio 2009

Castel Sant’Angelo e i loghi d’Italia


A chi rimane o arriva a Roma, nel primo weekend del nuovo anno, consiglio una visita a Castel Sant’Angelo.
Il monumento si trova in una delle zone più attraenti, per panorami e scenografie architettoniche, indubbiamente tra i più belli ed importanti della capitale.
Il Castello è, di per sé, uno degli edifici meglio conservati e, in tutte le sue parti, è possibile scrutare i segni delle vicende storiche, indissolubilmente legate a quelle della città eterna.
Originariamente destinato a divenire mausoleo funebre dell’imperatore Adriano, l’edificio fu poi integrato nelle mura Aureliane, fortificato e, infine, collegato al Vaticano per volere dei Papi.
Trasformato in prigione e inespugnabile fortezza, durante il sacco di Roma fu utilizzato come sicuro rifugio dal Papa Clemente VII, per sfuggire ai Lanzichenecchi, luterani e fortemente avversi alla Chiesa.
La fortificazione si rivelò inattaccabile, tanto che il Papa riuscì a salvarsi e a stipulare un accordo con l’Imperatore.
Dopo questo episodio, la fortezza fu considerata indispensabile per la sicurezza dei Papi e fu riadattata per fungere da residenza papale.
Il castello, secondo la leggenda, deve il nome attuale a Papa Gregorio I che, durante l’epidemia di peste del 590, avrebbe visto l’arcangelo Michele riporre la spada per indicare la fine del flagello.
Attualmente l’edificio ospita un centro museale, e mette a disposizione gli splendidi spazi per diverse iniziative culturali.
Proprio in questi giorni è possibile visitare la mostra “Loghi d’Italia, storie dell’arte di eccellere”, un percorso nella nostra storia più recente, attraverso le immagini dei mitici marchi storici del made in Italy.
Un’opportunità in più, per chi vuole concludere in bellezza il periodo delle festività natalizie.

Anna Righeblu Ideeweekend

Itinerari: Piazza della Rotonda - Piazza Navona, mercatino - Tevere - Via dell'Orso - Torre della scimmia - Piazza di tor Sanguigna
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