domenica 11 aprile 2010

Weekend in Toscana: Volterra

Un'idea per un weekend in Toscana, in un territorio dove resti etruschi, romani e medievali sono mirabilmente concentrati alla sommità di un colle affacciato sull'incantevole paesaggio della val d'Era.
La grandezza e la potenza di Volterra sono documentati dalla sua storia, contrassegnata dall'alternanza di periodi di grande prosperità e potere e periodi di turbolenza e dispute per la sua conquista.
E' una città con tre anime i cui resti sono presenti ovunque, sebbene, prevalente su tutte, appaia l'impronta medievale degli edifici del nucleo centrale.

Entrando da Porta di San Francesco, a sinistra si trova la Chiesa di San Francesco che sarebbe stata edificata quando il santo era ancora in vita. 


Continuando lungo Via di San Lino si giunge nell'ampia Piazza dei Priori, sulla quale si affacciano antichi e prestigiosi palazzi, come il Palazzo dei Priori, il più antico della Toscana, antecedente anche al più illustre Palazzo Vecchio di Firenze.

Sulla facciata, ornata dagli stemmi policromi in maiolica invetriata, si aprono le eleganti bifore disposte su tre diversi ordini.

All'interno, nell'atrio, gli stemmi dei Priori  ricoprono quasi totalmente le pareti mentre al primo piano, nella sala del Maggior Consiglio, si può ammirare l'Annunciazione, opera dell'Orcagna e, nelle sale attigue, altri pregevoli dipinti.

Di fronte si trova il Palazzo Pretorio, sede storica del Capitano del Popolo, formato da più edifici affiancati, sormontati dalla Torre del Porcellino, così chiamata per la figura posta su una mensola nella parte alta della torre.
Ancora, a chiudere la piazza, si trova il Palazzo Incontri, un tempo sede del seminario e ora sede di una banca.

Poco distante, nella bella Piazza San Giovanni, si trova il Duomo con la torre campanaria e la facciata, attribuita a Nicola Pisano, il cui portale marmoreo ingloba resti di origine romana. L'interno, in tre navate, è in stile rinascimentale e custodisce opere di artisti come Benozzo Gozzoli, Giovanni della Robbia, il Domenichino...


Di fronte si trova il Battistero ottagonale con la bella facciata in marmo bianco e verde e la cupola attribuita al Brunelleschi.
Da sottolineare, una visita alle sale del museo Guarnacci, tra i più antichi d'Europa, con reperti di grandissimo valore, risalenti per lo più al periodo etrusco.
Tra i reperti, in particolare, colpisce il realismo espressivo delle figure di due anziani coniugi raffigurati sul "coperchio degli sposi"  e la  particolarissima forma e leggerezza dell'esile statuetta bronzea votiva, nota come "l'ombra della sera".

E Volterra non è tutta qui...

Anna righeblu ideeweekend

Itinerari: Casciana Terme - Volterra - "l'ombra della sera"

Terme e benessere in Toscana: Bagno Vignoni 1 - Bagno Vignoni 2 - Casciana terme - S. Casciano dei bagni - Saturnia 1 - Saturnia 2 - Sarteano

mercoledì 31 marzo 2010

Casciana terme – benessere tra storia e leggenda.

[la piscina esterna dello stabilimento termale]


Una delle stazioni termali più note della Toscana alta è Casciana terme.

Qui sgorga un’acqua con proprietà curative e rigeneranti di riconosciuta efficacia: l’acqua Mathelda.
Il romantico e antico nome deriva da una leggenda legata alla scoperta della fonte, che si fa risalire alla contessa Matilde di Canossa.
Si narra che la nobildonna avesse un vecchio e malandato merlo che, ogni giorno, si allontanava dalla nobile padrona per poi tornare a lei sempre più vispo e con le piume rigenerate.
La contessa, incuriosita, avrebbe incaricato un servo di seguirlo nelle sue escursioni.
Questi avrebbe poi riferito che il merlo riacquistava vigore dopo essersi tuffato nelle acque calde di uno stagno formato da una sorgente.

Nelle stesse acque iniziò a bagnarsi anche la contessa che poté, così, alleviare le sofferenze causatele dalla gotta e mitigare gli acciacchi dell'età.
Lo stagno si trovava dove ora sorge il moderno stabilimento termale.

Oltre la leggenda, la storia...

Le proprietà delle acque furono tanto apprezzate dalla contessa che,
per preservare e consentire lo sfruttamento della fonte, fece realizzare le prime strutture .

Più tardi, nel 1300, le stesse furono ristrutturate da Federico da Montefeltro, signore di Pisa, che volle dedicare quattro spazi distinti per i bagni di uomini, donne, malati e animali.

[Stabilimento termale e "caffè delle Terme"]


Nei secoli successivi le vicende del territorio portarono diversi cambiamenti nella località che allora si chiamava Bagni d'Aqui.
Importanti modifiche allo stabilimento furono apportate per volere di Ferdinando III di Lorena che, intorno al 1850, lo volle adattare alle nuove esigenze dei nobili dell'epoca.


[Caffè delle Terme, interno]

Nel corso degli anni la stazione termale divenne meta preferita di un'utenza d'élite, per poi subire un'evoluzione in linea con le nuove tendenze legate alla ricerca del benessere.


Attualmente il moderno stabilimento termale è articolato in diversi settori d'eccellenza:
i centri dedicati al benessere e alla riabilitazione sono affidati alla costante supervisione di medici e professionisti del settore per una ottimale utilizzazione della leggendaria acqua Mathelda...
...le cui virtù rigeneranti ho potuto provare personalmente nelle accoglienti salette del centro benessere.
Qui, con la cortese assistenza di due esperte e simpatiche professioniste, che ringrazio per la disponibilità e la cura manifestata, ho potuto concedermi un trattamento relax e sentirmi... leggera come una farfalla... Grazie!!! ;-)


[la piscina (non termale) dell'albergo Roma]


Inoltre, per l'ospitalità... segnalo la bella struttura settecentesca del centrale "Albergo Roma" che offre ambienti ampi e gradevoli e una accoglienza familiare e confortevole.


Anna righeblu ideeweekend

Casciana Terme (Pi) si trova in Toscana.

sabato 27 febbraio 2010

Castel di Tora e il lago del Turano


Tra boschi e monti della valle del Turano, a pochi chilometri da Roma, si trova il borgo di Castel di Tora, annoverato tra i borghi più belli d'Italia.
Sorge su un'altura, affacciata sulle acque del lago artificiale del Turano.
Il lago... originatosi nel 1938, inseguendo il sogno del benessere industriale con la costruzione di una diga, finì col sottrarre le terre migliori, nonché le case, ai contadini costretti poi ad emigrare...
Anche Castel di Tora, che in origine si chiamava Castel Vecchio, registrò alterne vicende storiche, iniziando dalla sottomissione all'Abbazia di Farfa fino all'avvicendarsi di signorie di nobili famiglie come gli Orsini e i Borghese.
Dopo una fase di spopolamento iniziale, il borgo, come altri nella valle, inizia a rivivere sotto la spinta della riscoperta delle origini, della natura e della cultura del tempo libero.
Risorgono le case in pietra, strette le une alle altre, nell'antico nucleo medioevale dominato dalla vecchia torre poligonale.


I vicoli, le corti e la piazzetta affacciata sul lago, con la bella fontana del tritone,


sono i luoghi d'incontro privilegiati dai "castelvecchiesi" che custodiscono e condividono abitudini e valori d'altri tempi.
Molteplici sono le iniziative per alimentare il turismo come la rivalutazione dell'antico borgo fantasma di Antuni con il restauro del palazzo Del Drago, le feste popolari e le sagre a tema sui prodotti tipici locali (il polentone, gli strigliozzi, il tartufo...)


Ma sembra che la scommessa del cambiamento, ancora tutto da giocare, trovi resistenze nel territorio aspro, nelle risorse limitate e nell'approssimazione dei livelli di ospitalità.
Il lago, ormai divenuto il fulcro della rinascita, è una risorsa da gestire con attenzione anche nell'ottica della rivalutazione del patrimonio paesaggistico e storico-culturale.



Come arrivare:
Il borgo si raggiunge facilmente da Roma (circa 60 km): autostrada A24, uscita Carsoli-Oricola, seguire indicazioni per Rieti, Tagliacozzo, Colle di Tora, Carsoli; prendere SS5 direzione Turania.... Castel di Tora; proseguire sulla SP 26 e SP34.

Anna Righeblu Ideeweekend

giovedì 18 febbraio 2010

La Val Fiscalina - Parco delle Dolomiti di Sesto

Siamo in una delle zone più belle del panorama dolomitico: tra acque, valli e vette incastonate in uno scenario di grande suggestione naturalistica.
Il Parco delle Dolomiti di Sesto comprende al suo interno, tra le alte vette, le famosissime Tre Cime di Lavaredo e la Meridiana di Sesto, una sorta di "orologio solare" formato dall'insieme di cinque guglie dolomitiche: la Cima Nove, Cima Dieci, Cima Undici, Cima Dodici e Cima Una.
In Inverno, secondo la posizione del sole, l'illuminazione di una delle vette indica l'ora corrispondente.


Tra le vie d'accesso al parco, partendo da Sesto in Val Pusteria, si può percorrere il sentiero della Val Fiscalina, una delle più belle, per colori e forme del paesaggio, tra le valli minori dell'Alto Adige.


Il percorso, abbastanza facile e adatto al trekking estivo, inizia dalla base della funivia e conduce attraverso boschi di larici e abeti fino agli ampi prati e ai pascoli dalle splendide fioriture.


L'emozione di trovarsi al centro di uno scenario grandioso è il miglior modo per ricaricarsi e godere di tanta bellezza, in tutta tranquillità!



E in fondo al Piano Fiscalino, in prossimità della Cima Uno, ci si ritrova al Rifugio Fondo Valle, per una sosta che promette, in tutta semplicità, un'escursione tra sapori robusti e gusti tipici.



Qui tutti gli sguardi sono rivolti alla guglia della Cima Uno, quella della grande frana del 2007 quando, all'improvviso, venne giù un "pezzo" di Dolomiti, polverizzato in una enorme nube...



Anna Righeblu Ideeweekend

Itinerari in: Alto Adige

domenica 31 gennaio 2010

Il sentiero degli gnomi - weekend con fantasia


Con un po' di fantasia si può... credere alle fiabe e sognare... di incontrare i più misteriosi e leggendari abitanti del bosco: gli gnomi!
A Bagno di Romagna, un piccolo borgo posto sull'Appennino, tra Romagna e Toscana, c'è un bosco dove gli gnomi pare siano di casa...
Qui, lungo un comodo sentiero punteggiato di cartelli colorati, piccole sculture, ponticelli e casette in legno, se si vuole si può... scoprire che, magari dietro un fungo, può spuntare uno gnomo, con tanto di cappello rosso a punta, camicia blu e pantaloni di colore verde-marrone, proprio come nelle favole!
Questi piccoli esseri, timidissimi e diffidenti nei confronti degli umani, amano i boschi e le loro
creature e non devono essere confusi con i folletti che, per carattere, sono più lunatici e dispettosi.
Tra gli umani, gli gnomi amano i bimbi e possono rivelarsi solo ai loro occhi o a quelli di chi sa volare con l'immaginazione lungo i sentieri della Natura incantata.
... Un'idea per un weekend con i bimbi...

Anna righeblu ideeweekend

[foto web]

domenica 10 gennaio 2010

Weekend nel Lazio: Abbazia di Montecassino


Un itinerario in basso Lazio non può non comprendere uno dei luoghi mistici più prestigiosi e rappresentativi della storia del monachesimo occidentale: l'Abbazia di Montecassino.
Quasi l'Araba Fenice delle Abbazie:
magnificamente riedificata dalle rovine di ben quattro distruzioni!
Dal 529, quando San Benedetto da Norcia vi pose le basi della sua "regola", il Monastero fu più volte distrutto: da Longobardi, Saraceni, un terremoto e, infine, lo spaventoso
bombardamento del 15 Febbraio 1944 quando, sotto le bombe degli alleati, fu ridotta ad un cumulo di macerie.....

Continua
QUI... su Righeblu

Itinerari nel Lazio:
Basso Lazio
1. Acropoli di Arpino - Veroli - Abbazia di Casamari - Chiostro di Casamari - Isola del Liri: la cascata grande - Monte San Giovanni Campano - weekend al castello - Colle San Magno - Aquino: chiesa di Santa Maria della Libera - Abbazia di Montecassino -


Anna righeblu ideeweekend

mercoledì 6 gennaio 2010

Itinerari nel Lazio: Aquino - chiesa di Santa Maria della Libera


Per un weekend nel basso Lazio, una meta possibile (per es. in un itinerario abbaziale) è la città di Aquino.
Antico nucleo situato lungo la Via Latina, fu un importante centro sulla direttrice Roma Capua e, in breve tempo, a seguito della distruzione della città di Fregellae (125 a.C.), riuscì a
fregiarsi del titolo di "Urbs" e ad accrescere notevolmente la sua importanza.
Di tale passato restano alcune testimonianze nell'area archeologica del territorio.

Tra i monumenti più importanti
della cittadina è, senza dubbio, la chiesa di S. Maria della Libera, edificata nell'XI secolo di fronte all'antica Aquinum, sui resti di un tempio dedicato a Ercole Liberatore.
Costruita impiegando pietre in
travertino locale, unitamente a frammenti di reperti archeologici vari, presenta uno stile romanico-benedettino, con interventi di epoche successive.
Si ritiene che nella chiesa sia stato battezzato San Tommaso d'Aquino, il "dottore Angelico", nato nel castello di Roccasecca, di proprietà degli stessi nobili.


Posta su un'ampia e alta scalinata, la chiesa è preceduta da un portico a tre arcate e presenta, sulla sinistra, un campanile diviso in tre parti.




Nel portico
d'ingresso sono stati segnalati, per la loro particolarità, alcuni elementi che destano la curiosità di appassionati del genere "mistero".


Sulle pietre della superficie del piano d'ingresso, si trovano incise alcune "tabulae lusoriae", riproducenti lo schema di un gioco (tris, filetto)
praticato dagli antichi romani.
In questi stessi segni alcuni individuano l'antico simbolo della "triplice cinta", rinvenuto in luoghi sacri con origine antecedente al XIII secolo, e riconducibili ai
Cistercensi o ai Templari, che usavano contrassegnare con tale simbolo i luoghi di particolare sacralità tellurica.


Il portale centrale, incorniciato da un bellissimo fregio romano con foglie d'acanto in rilievo, è sormontato da un mosaico in stile bizantino. In esso sono raffigurati: al centro, tra due palme, una Madonna con bambino e, ai lati, due sepolcri con i volti di due donne della stirpe dei d'Aquino, Ottolina e Maria.


Il portale destro è sormontato, invece, da un fregio più
semplice e da una lunetta con un affresco in gran parte deteriorato.
L'interno, a tre navate, presenta una struttura semplice e austera, con un altare centrale costituito da un sarcofago
romano.



La chiesa è visitabile e, purtroppo, a me è sembrata incustodita...

Itinerari nel Lazio:
Basso Lazio
1. Acropoli di Arpino - Veroli - Abbazia di Casamari - Chiostro di Casamari - Isola del Liri: la cascata grande - Monte San Giovanni Campano - weekend al castello - Colle San Magno - Aquino: chiesa di Santa Maria della Libera - Abbazia di Montecassino -


Anna righeblu ideeweekend

lunedì 28 dicembre 2009

Clima: I gioielli turistici a rischio scomparsa

Pubblico volentieri un comunicato stampa inviatomi da Holidaycheck


Surriscaldamento globale: i gioielli turistici a rischio scomparsa
Tra le zone del nostro Pianeta la cui esistenza è minacciata dal riscaldamento globale, ci sono anche popolari destinazioni turistiche, mete che, oltre ad essere preservate, meritano sicuramente una visita, prima che sia troppo tardi.

Atene
Una delle città più antiche al mondo, con una incredibile quantitá di monumenti architettonici, è tra le destinazioni piú amate per le vacanze culturali. Tra dieci anni un soggiorno nella capitale greca potrebbe risultare piuttosto difficile: per il 2020 si stimano temperature estive oltre i 40° e un preoccupante aumento dell'inquinamento dell'aria.

Alpi
Nel 1994, 2002 e nel 2003 si sono registrate le piú alte temperature sulle Alpi degli ultimi
cinquecento anni. Le aree più vulnerabili sono le stazioni sciistiche a piú bassa quota, in particolare nelle Alpi orientali, come Kitzbühel (foto 1), in Austria. Ogni aumento di un grado centigrado delle temperature medie, rende impraticabili circa 100 piste sciistiche in Europa.


Everglades National Park - Florida
La piú grande riserva naturale subtropicale degli Stati Uniti é in procinto di cambiare aspetto per sempre. Con una moltitudine di ecosistemi, dalle pinete alle praterie, dalle foreste di cipressi alle paludi, le Everglades rappresentano un habitat ideale per decine di specie animali minacciate ora di estinzione. L'innalzamento del livello del mare infatti, metterá a repentaglio l'ecosistema
delle paludi e dei laghi dell'Everglades National Park.


Grande Barriera Corallina - Australia
Il cambiamento climatico è la minaccia più significativa per la sopravvivenza della Grande Barriera Corallina in Australia. A causa dell'aumento delle temperature dell'acqua, i coralli stanno morendo. Tra le annate peggiori quelle tra il 1998 e nel 2002, quando il fenomeno ha interessato oltre il 50% della Barriera. Insieme alla scogliera scompaiono molti altri organismi, come la stella marina Acanthaster planci. Entro il 2050, la Barriera Corallina potrebbe essere interamente colonizzata e dominata da organismi non corallini, con gravi conseguenze sull'ecosistema della zona.


Venezia
Secondo un recente studio, il MOSE, la barriera artificiale costruita al largo di
Venezia, per proteggere la città dall'acqua alta, potrebbe non essere efficace in futuro. Un livello dell'acqua acqua superiore ai 110 centimetri (quota sopra la quale entra in azione il MOSE) é un fenomeno che si presenta attualmente circa quattro volte l'anno, ma entro la fine del secolo é previsto tra le trenta e le duecentocinquanta volte l'anno. L'impatto sull'ambiente lacustre e sul turismo sarebbe disastroso.

[foto da Holidaycheck]

sabato 12 dicembre 2009

Calcata vecchia: medioevo, folklore, arte e natura...

La lunga fila di auto parcheggiate al bordo della strada sembra "stridere" con il paesaggio...
e con le antiche mura delle case-radici abbarbicate alla rupe tufacea.
Il borgo medievale di Calcata si trova a pochi chilometri da Roma, nel Viterbese e, per diversi aspetti, ricorda la più nota Civita di Bagnoregio.

Anche la rupe di Calcata, come quella di Civita, avendo subito diversi crolli, intorno agli anni '60 fu abbandonata dai residenti, trasferitisi nel vicino centro di Calcata nuova.
Nello stesso periodo, la tendenza a fuggire dalle città e la ricerca di nuove frontiere d'ispirazione artistico-espressive contribuirono al ripopolamento e alla rinascita di questo borgo, rimasto praticamente immutato nella sua struttura medioevale.
L'arrivo di nuovi personaggi, "alternativi", artisti, artigiani, intellettuali, alimentò di nuova linfa vitale il piccolo centro e lo rese noto come "il borgo degli artisti".
Attualmente, anche la naturale bellezza del territorio, situato nel parco ragionale Valle del Treja, contribuisce ad accrescere l'interesse per quest'area.


Gruppi di appassionati escursionisti si ritrovano, nel periodo primaverile, lungo le rive del fiume Treja che, in alcuni tratti, forma piccole cascate come quelle del Monte Gelato, tra Mazzano Romano e Calcata.
Inoltre, la particolare scenografia delle gole del Treja è stata, ed è, utilizzata per ambientazioni e set cinematografici.
Con le sue viuzze strette, le scale e le piccole corti segnate dall'originalità e dal folclore, Calcata è un luogo interessante e tranquillo, adatto per un weekend o, semplicemente, per una gita fuori porta.


Méta di turisti e romani in escursione domenicale, è più frequentato proprio nei fine settimana, quando i ristorantini si riempiono e occorre aspettare in fila per il secondo turno... (...è meglio prenotare!!!).

Le foto sono state scattate il 7 Dicembre e già si respirava aria natalizia...


Dall'8 Dicembre, fino al 6 Gennaio, il centro storico sarà interessato da una serie di iniziative nell'ambito di una manifestazione intitolata "Il Sole Invitto", con mostra d'arte collettiva sul tema del Solstizio d'inverno e i legami dell'evento astronomico con la festività del Natale.
Una ragione in più per inserirla tra le idee weekend di Dicembre e Gennaio...


Anna Righeblu Ideeweekend
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