giovedì 1 ottobre 2009

Castel Welsperg - Monguelfo

[castel Welsperg]

Il nome della cittadina deriva da "Monte dei Guelfi", l'altura su cui svetta tuttora il castello dell'antica famiglia aristocratica dei Welsperb.

Storicamente abili amministratori e politici, i nobili tirolesi, con una lungimirante politica matrimoniale e le amicizie del clero, acquisirono importanti titoli e riconoscimenti sul territorio.

[meridiana sulla facciata anteriore]

Tra i boschi sulle alture di Monguelfo, nel XII secolo edificarono un primo nucleo centrale fortificato, caratterizzato da una torre eccezionalmente alta, con funzione di difesa e controllo del territorio.

In seguito all’ampliamento, con gli edifici abitativi e la cappella romanica, iniziò una fortunata fase di ristrutturazione del complesso che, però, nel 1765 subì un disastroso incendio.

La recente ricostruzione e rivalutazione, quale nucleo culturale artistico-museale, lo collocano al centro della vivace attività turistica del borgo.

E’ visitabile, però, solo nei mesi estivi, Luglio, Agosto e parzialmente Settembre, ed è facilmente raggiungibile dal centro della cittadina.

Nella parte esterna è presente un piccolo orto botanico, con diverse specie, numerate e segnalate in un apposito cartello.

Di dimensioni contenute, il castello ha un aspetto gradevole e colpisce per l’alta torre, l’elemento più antico, situata nel cortile d’ingresso.

Da qui è possibile visitare la piccola cappella e il più vasto cortile panoramico, con vista sulle rovine della torre Thurn.

Il percorso continua attraverso i tipici locali abitativi, ben ricostruiti nelle ambientazioni storiche e sapientemente utilizzati per ospitare opere di arte contemporanea.

[antica colubrina]

Al centro del paese, tra le caratteristiche abitazioni locali, è possibile ammirare la residenza Zellheim nella quale fu ospitato l’Imperatore Francesco Giuseppe...

...e più in là, rilassarsi lungo i viali della "passeggiata Rienza".

Post dedicato a Franz ;-)

Anna Righeblu Ideeweekend

Notizie utili:

Monguelfo è in Provincia di Bolzano, in territorio della val Pusteria, tra Brunico e San Candido.

Da Bressanone è raggiungibile attraverso la SS 49. E’ dotato di stazione ferroviaria lungo la linea Fortezza-San Candido.

Il castello è aperto solo nei mesi estivi e, in genere, è chiuso nel fine settimana...

giovedì 10 settembre 2009

vacanze in Alto Adige - le cascate di Riva di Tures


Tra tutti i fenomeni naturali che un parco possa offrire, quello delle cascate d'acqua è, indubbiamente, il più impressionante e affascinante.
In estate, tra le escursioni nei parchi dell'Alto Adige, in Valle Aurina
è possibile seguire un percorso che, attraverso il sentiero di San Francesco, conduce alle tre cascate di Riva di Tures.


L'escursione presenta difficoltà media e, per chi non è allenato è possibile limitarsi al primo tratto.
Molto piacevole e ombreggiato, il tracciato comprende una serie di "stazioni" segnate da sculture lignee di artisti locali.
Con tappe che scandiscono i versi del "Cantico delle creature", il percorso vuole, così, invitare alla meditazione.
Procedendo nel bosco si arriva alla prima cascata e,

dopo un percorso più impegnativo, alla seconda,

segnalata da una nuvola di goccioline minute che rendono scivoloso il ponticello in legno.
La mia salita è terminata prima del terzo balzo d'acqua, per poi proseguire fino alla cappella di Tobl, una deliziosa chiesetta in pietra, molto suggestiva.


Sempre aperta, la cappella è stata ricostruita sulle rovine del castello Toblburg e restaurata nel 1982.



Anna righeblu ideeweekend

mercoledì 2 settembre 2009

Parco Nazionale degli Alti Tauri - escursioni tra scoperta e avventura


Austria - valle Defereggen

Montagna d’estate vuol dire vivere la natura con il piacere della scoperta.

Lungo gli itinerari del Tirolo, partendo dalla valle di Anterselva, si può arrivare nella vicina Austria in pochissimo tempo. Basta attraversare il Passo Stalle (2052 m), che segna anche il confine nazionale e conduce direttamente nella austriaca Valle di Defereggen.
La strada per il Passo è molto stretta e il traffico, nel versante italiano, è a senso unico alternato. L’apertura è limitata al periodo estivo e alle ore diurne, mentre il transito è regolato da un semaforo che consente l’accesso, nell’ultimo quarto di ora (da minuti ...30 a ...45) dal fondovalle italiano al confine austriaco.
Scendendo verso la Valle Defereggen, è consigliabile inoltrarsi nel Parco Nazionale degli Alti Tauri, con ingresso a pagamento. La strada sterrata, in qualche tratto attraversata da bassi rivoli, consente di arrivare nei pressi di un’accogliente malga con parcheggio e, da qui, iniziare le escursioni.
Per noi è stata una semplice “camminata” nel verde, con piacevoli soste e osservazioni nei punti segnalati dalle bacheche informative del parco.
La piccola zona in cui ci siamo inoltrati fa parte di un’area molto estesa che, dal territorio del Tirolo, arriva fino in Carinzia e comprende le cime più alte dell’Austria.
Il paesaggio è tipicamente Alpino, con prati e pendii boscosi, corsi d’acqua e cascate spettacolari. L’ampia scelta tra i sentieri tematici consente comunque a tutti di avventurarsi, secondo le proprie attitudini, alla scoperta di scenari magnifici, nel silenzio e nella serenità appaganti della natura incontaminata.
Al termine della nostra breve escursione, la sosta alla malga ci ha fatto apprezzare "qualche" piatto tipico... compreso il classico dolce in chiusura!
Da qui, in macchina, ci siamo inoltrati nella valle Defereggen, punteggiata di piccoli borghi deliziosi, fino ad arrivare a Lienz, per una breve sosta e rientro ad Anterselva di mezzo, passando da San Candido.

mercoledì 26 agosto 2009

Anterselva di mezzo: una vacanza indimenticabile

La piccola Anterselva di mezzo (Antholz Mittertal) si trova, con Rasun e le altre frazioni di Anterselva di sotto e Anterselva di sopra, in una splendida valle “minore” della Val Pusteria.

Adagiata in tutta la sua lunghezza nel territorio del Sudtirolo,
la valle di Anterselva è un vero paradiso per gli amanti della tranquillità, del contatto con la natura e delle escursioni, vicinissima al confine austriaco, attraverso il passo Stalle.
L’occhio e la mente si perdono, definitivamente ammaliati da verdi prati e boschi alpini, punteggiati di malghe, fienili e piccoli borghi, distesi nella sinuosa conca valliva limitata dallo stupendo “fondale” delle Vedrette di Ries.
Qui si viene per cercare rifugio e tranquillità, per una vacanza all’insegna del benessere e della naturalità, con la famiglia e con gli amici.
E’ un piccolo gruppo di case tipiche, disposte nelle vicinanze della chiesa circondata dal piccolo cimitero fiorito, racchiuso all’interno del candido muro di cinta.
Tutto è ordinato e curato, i prati e le abitazioni, imbiancate di fresco nelle parti non rivestite dal legno, come la piccola, graziosa cappella un po’ fuori dell’abitato, sempre aperta, con il Cristo “meditativo” sull'altare.
Come in altri centri alpini, anche qui tanti fiori sono disposti ovunque: su finestre e balconi delle baite e anche sulle finestrine delle legnaie e dei fienili…
In centro, un panificio-pasticceria espone marmellate e dolci tipici: torte, krapfen, strudel (qui con la pasta frolla)… e dal forno l’aria è inondata di fragranze inebrianti, ogni sera… La macelleria accanto, invece, propone invitanti speck dell’Alto Adige, würstel e canederli vari, meno odorosi ma altrettanto concreti e gustosi!
Un gallo in legno segnala la baita di un immancabile intagliatore che espone la sua simpatica produzione.
Più in là, un’area è attrezzata per la festa popolare di metà agosto, con bande tirolesi in costume, balli e lotteria!
Lungo la strada per Anterselva di sopra, si trova un’area organizzata, destinata al campeggio e, più su, in prossimità del lago alpino, il grande centro di Biathlon.
Frequentato in estate e inverno, è considerato un vero paradiso per gli appassionati di queste discipline sportive per le quali è sede delle gare di coppa del mondo.
L’idea delle vacanze ad Anterselva è scaturita dall’incontro con amici già frequentatori della valle. Su loro consiglio abbiamo organizzato le vacanze d'Agosto prenotando, già in luglio, al Santéshotel Wegerhof (ottimo! Merita un post a parte… ), nel centro di Anterselva, con la formula della mezza pensione.
Il soggiorno si è rivelato piacevolissimo, per tutti gli aspetti: l’ottima compagnia, la bellezza e ricchezza del paesaggio e… confesso, anche per l’ottima cucina e le specialità locali!!!
La valle è un ottimo punto base: da qui si raggiungono facilmente molte delle valli e parchi naturali tra i più interessanti della zona.
Le escursioni effettuate (trekking leggero per noi due “aspiranti escursionisti”) in compagnia di amici più esperti (eravamo in 12) mi hanno fatto talmente apprezzare la bellezza e la naturalità di questi luoghi che già penso di tornarci!
Tra le nostre prime escursioni, di cui posterò su Righeblu e Ideeweekend:
Notizie utili: per arrivare
Autostrada del Brennero A22 – Uscire a Bressanone (Brixen)/Val Pusteria (Pustertal) – statale 49 – E66 della Val Pusteria – Superare Brunico, proseguire verso San Candido – Prima di san Candido, bivio Rasun-Anterselva (grande falegnameria ), girare a sinistra – rotatoria, direzione Anterselva di mezzo – proseguire fino al cartello indicatore – girare a sinistra, centro.


giovedì 13 agosto 2009

mercoledì 5 agosto 2009

Cartoline da Lecco

Entrare a Lecco, ieri sera, dopo diversi chilometri alle spalle e altri ancora da fare… è stato risolutivo! E “quel ramo del lago di Como” si è rivelato come la visione più gradevole che mi potessi aspettare di trovare, a quell’ora…
In tema di “rami” anche il nome dell’Hotel: “Hotel Alberi”, non prenotato ma scovato sul posto, in estemporanea!


E’ stata una vera fortuna, dovuta al casuale incontro con la simpatica signora che si occupa della gestione.
Ambiente accogliente, grande disponibilità, cortesia e una vista incantevole!


Mi sarei fermata più a lungo, se avessi potuto, per un weekend o una vacanza ma, questa volta è durata solo il tempo di una sosta, con deliziosa serata, passeggiata sul lungolago e ottima cena…

Un piacevole inizio vacanze!


Anna Righeblu Ideeweekend

mercoledì 29 luglio 2009

Quale hotel?



"Come scegliere un hotel per le vacanze? Consigli dagli esperti"

Finalmente possiamo progettare le vacanze… e se ancora siamo indecisi sulla scelta dell’hotel, qualche suggerimento non guasta!

Ricevo, e pubblico, da HolidayCheck
:

“Come scegliere un hotel per le vacanze? Consigli e dritte dagli esperti"

La prima cosa da tenere in considerazione è quello che si vuole dall'hotel. Il punto fondamentale è trovare una struttura che si adatti alle vostre esigenze: non esiste un hotel migliore, ma un hotel più adatto a voi. Se, ad esempio, volete il relax, allora probabilmente quello che fa per voi è un albergo di lusso. Per voi le vacanze sono soprattutto spiaggia, piscina e animazione? Forse allora dovrete scegliere un all-inclusive.

Le „stelle“: altro punto importantissimo. Ogni Paese ha le sue regole per la classificazione degli hotel: un 3 stelle sulle Alpi è diverso da un 3 stelle in riva al Nilo. In Paesi come l'Egitto, la Turchia e la Tunisia le norme per la classificazione degli hotel hanno standard generalmente inferiori a quelli delle strutture italiane o dei Paesi occidentali. In questi casi è quindi consigliabile prenotare in hotel da almeno 4 stelle.

Evitare i lussi inutili. Spesso le vacanze passano così veloci che non c'è il tempo di usare tutti i servizi offerti dall'hotel: il consiglio è di stabilire i servizi che per voi contano di più e cercare la vostra struttura ideale in base a quei servizi.

Le attività extra: possono avere un peso non indifferente sul costo finale, soprattutto se partecipa più di una persona. Quindi ricordatevi anche in questo caso di pensare prima a cosa è davvero importante per voi e cercate una vacanza che lo includa: spesso risparmiare un po' meno al momento della prenotazione su quello che vi interessa significa evitare una vacanza di spese folli.


All-inclusive
. Tenete sempre in considerazione l'all-inclusive anche se in molti hotel queste offerte sono ancora piuttosto care: vi risparmierete molti pensieri e potrete godervi di più la vacanza. Normalmente c'è qualcosa per tutti i gusti, ma attenzione: se vi piacciono le bevande “forti” come il whiskey e il rum, controllate se sono incluse nel prezzo (spesso non è così), o potreste andare incontro a spiacevoli sorprese.


Infine, il consiglio più importante: informatevi. Il metodo migliore è discutere con altri viaggiatori, che non sono interessati a fare pubblicità o a vendere prodotti. La famiglia e gli amici sono naturalmente il primo approdo, ma di solito non sono sufficienti: per questo internet è di fondamentale importanza. Si possono leggere e scambiare recensioni, foto e opinioni dirette tramite forum, e-mail e chat. Siti come HolidayCheck sono il miglior punto di partenza per una vacanza ben riuscita.




Anna Righeblu Ideeweekend

martedì 14 luglio 2009

Bianche scogliere di Sicilia


La Scala dei Turchi

Non mi trovo in Sicilia, anche se sono in fase pre-vacanziera e trascorro il tempo libero dedicandomi all' …“otium”... tra mare, giardino e letture.

Tra i vari Camilleri da leggere, ho appena iniziato “Il casellante”.
Nelle prime pagine c’è il riferimento a un luogo, per ora nei miei sogni, che aveva già destato la mia curiosità, sin dalla descrizione di Camilleri in alcuni passi di “La prima indagine di Montalbano”:

“….Passato un promontorio, la Scala dei Turchi gli apparse ‘mprovvisa.
Se l’arricordava assai più imponenti…
Il profilo della parte più alta della collina di marna candida s’incideva contro l’azzurro del cielo terso, senza una nuvola, ed era incoronato da siepi di un verde intenso. Nella parte più bassa, la punta formata dagli ultimi gradoni che sprofondavano nel blu chiaro del mare, pigliata in pieno dal sole, si tingeva, sbrilluccicando, di sfumature che tendevano al rosa carrico. Invece la zona più arretrata del costone poggiava tutta sul giallo della rina. Montalbano si sentì sturduto dall’eccesso dei colori, vere e proprie grida, tanto che dovette per un attimo inserrare l’occhi e tapparsi le orecchie con le mano….”

La scenografica Scala dei Turchi… è una bianca scogliera rocciosa, che si erge a picco sul mare, a 13 chilometri da Realmonte, lungo il litorale vicino a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento.
Per chi si trova in zona, potrebbe essere un’idea weekend da valutare…
È descritto come un luogo straordinario: la costa qui è di un colore bianco abbagliante e appare modellata come una scala ondulante naturale, con i gradoni che “scendono” nell’azzurro limpido della marina.
S’innalza tra due spiagge sabbiose ed è raggiungibile solo dalla costa, inerpicandosi sulla scogliera stessa.
Il nome, secondo un'antica leggenda, deriva dai predoni saraceni che, arrivati con le loro navi nelle acque riparate dalla scogliera, vi si arrampicarono raggiungendo la cima e razziando poi i villaggi del posto.
Inoltre, a circa duecento metri dalla riva, affiorano due scogli detti "u zitu" e "a zita" che, secondo un’altra leggenda, ricordano la storia di due giovani innamorati del posto.
__________________________

Aggiornamento: da un commento di Marcopa82, autore della foto del post:

...è possibile arrivare a Scala dei Turchi anche via terra, scendendo attraverso sentieri un pò polverosi e faticosi ma... ne vale la pena!

L’immagine è di marcopa82, tratta da Flickr e scovata in rete…

Anna righeblu ideeweekend

mercoledì 1 luglio 2009

Weekend a Otranto: il Castello Aragonese e Joan Mirò


Se avete in mente di trascorrere un periodo di vacanza in Puglia o siete già in zona, potreste inserire Otranto nel vostro itinerario/weekend.
Oltre all’originario borgo intatto, l’antica “Porta d’Oriente” salentina custodisce, tra i suoi monumenti più importanti, il massiccio Castello Aragonese.
Protagonista della storia secolare della città, fu costruito sulla costa, a ridosso del mare, tra il 1485 e il 1498, per volere di Ferdinando d’Aragona.
Nel 1480, infatti, in seguito al tragico attacco dei Turchi, la città, sprovvista di cannoni e rimasta isolata, aveva subito una pesante disfatta.
Dopo quella triste esperienza, la costruzione del castello e le successive opere di ampliamento e potenziamento delle fortificazioni, contribuirono a rafforzare le difese della città.

In seguito (1764) la fortezza divenne, inspiegabilmente, centro d'ambientazione e "protagonista" di un’opera letteraria dal titolo "Il Castello di Otranto” (The Castle of Otranto), oggi ritenuta piuttosto scadente e pubblicata da Horace Walpole.
Il romanzo, forse ispirato da un sogno, a dispetto della sua mediocrità, rimane il primo esempio del brillante e fortunato genere letterario "gotico".
La storia, narrata come una vicenda medievale, sarebbe tratta da un manoscritto italiano del Cinquecento e si sviluppa secondo una trama con torbidi intrecci, tesi al compimento di una cupa maledizione, e con personaggi ed ambientazioni angoscianti.



Nella più felice e solare storia contemporanea, invece, l’imponente Castello riconquista il suo importante ruolo di fulcro centrale della vita culturale e artistica della vivace città, quale sede di importanti convegni e iniziative museali.
Tra i progetti più recenti si segnala un evento di notevole interesse artistico: dal 27 Giugno al 27 Settembre, proprio nei locali del castello Aragonese è allestita la mostra di Joan Mirò, con esposizione di diverse litografie del geniale artista spagnolo, tra i maggiori esponenti del surrealismo.

Un motivo in più per segnare Otranto tra le mete Pugliesi dell’estate…

Anna Righeblu Ideeweekend

Itinerari: Alberobello - Ostuni - Lecce - Gallipoli - Presicce - Copertino - Otranto - Weekend a Otranto: il Castello Aragonese e Joan Mirò

mercoledì 24 giugno 2009

Blog-compleanno! … con ideeweekend a Cetona


24 Giugno 2009: 100° post… e Secondo Blog-Compleanno per Ideeweekend e vacanze!!!

2 anni di post, tante segnalazioni e qualche idea per i vostri weekend, viaggi e vacanze…

Sono felice di essere arrivata fin qui, e ringrazio tutti gli amici blogger, i lettori abituali e i visitatori occasionali.

Continuate a viaggiare con me!!!

Oggi vi propongo Cetona, uno dei borghi più belli d’Italia
Poco distante dai centri di San Casciano dei bagni, Sarteano e Chiusi,

il borgo è
situato in un territorio caratterizzato dalla delicata bellezza del paesaggio, tipicamente toscano, e dalla presenza di importanti testimonianze etrusche. Rimasto in bilico tra passato e presente, l’abitato si sviluppa, lungo le strette vie, intorno alla ampia piazza Garibaldi…
Per gli itinerari potete trovare interessanti suggerimenti sui siti web locali.

Anna Righeblu Ideeweekend

lunedì 8 giugno 2009

Roscigno vecchia, quel che resta del borgo…

[foto da Flickr, di Mauro F]

In un commento sul mio post dedicato a Civita di Bagnoregio, Giovanna mi aveva segnalato un’altra città che muore, Roscigno vecchia, in provincia di Salerno.

Pur non avendo ancora potuto visitare direttamente il luogo, sono rimasta colpita dalle poche notizie trovate in rete e documentate, però, da numerose, struggenti immagini.
Il piccolo borgo si trova nel parco del Cilento ed è definito come “la Pompei del XIX sec.”.
La sua storia e l’antica bellezza sono testimoniate dai resti degli antichi palazzetti signorili, solcati da vistose crepe, con accanto le semplici abitazioni contadine e la chiesa settecentesca, affacciata sull’ampia piazza, con la fontana nel centro.

[foto da Flickr, di Mauro F]

Posta su un territorio franoso, la storia di Roscigno vecchia è simile a quella di Civita di Bagnoregio.
Anch’essa, infatti, iniziò a spopolarsi nel 1902, per effetto di due ordinanze di evacuazione, a causa di ripetuti eventi franosi.

E’ solo una città fantasma allora? Assolutamente no: per interessamento di varie organizzazioni di volontari e dell’Università di Napoli, il piccolo borgo, che costituisce un’importante testimonianza del tipico centro rurale del Meridione, è oggetto di un’attenta rivalutazione museale.
Pare che gli abitanti ormai non ci siano più, ma i volontari della Pro loco, attraverso un progetto denominato “Città Museo”, tentano di mantenere in vita il passato di queste rovine.
Con tale obiettivo è stato curato l’allestimento di un interessante museo etnografico della civiltà contadina: la dislocazione degli strumenti di lavoro, nei vari edifici, segue i criteri delle fasi lavorative e dei cicli di produzione propri della tradizione rurale.

Non lontano, inoltre, sul pianoro del monte Pruno, si trova un interessante sito archeologico, con resti di un importante insediamento antico.


Insomma, per me è un’idea weekend da segnare in agenda e, spero lo sia anche per voi…

Anna Righeblu Ideeweekend

lunedì 1 giugno 2009

Chiusi, città antica e potente.

La città di Chiusi, considerata dagli autori latini tra le più antiche e potenti città etrusche, sorge su tre colli, al centro della Val di Chiana, in provincia di Siena.
Affacciata su un ampio territorio pianeggiante, con al centro il piccolo lago omonimo, conserva numerose testimonianze delle sue illustri origini.
Lungo la strada che conduce al lago, si trovano diverse tombe etrusche, la tomba della Scimmia, del Leone, delle Iscrizioni… che è possibile visitare con la guida, su prenotazione al numero 057820177 del Museo Archeologico.
Il Museo, da vedere assolutamente, presenta numerosi ed interessanti reperti, sistemati in ampie sale, accanto ai modelli delle tombe stesse, con un allestimento molto ben curato.

Particolarmente interessante è la Cattedrale di San Secondiano: una serie di colonne, con capitelli diversi, divide l’interno in tre navate, le cui pareti sono state dipinte in modo da riprodurre i mosaici ravennati.


Accanto al Duomo si trova la torre campanaria, isolata, con accanto la cisterna romana.
Tra le visite, consigliato a chi non soffre di claustrofobia, il percorso sotterraneo del Labirinto di Porsenna… costituito da una serie di cunicoli di origine etrusca, scavati per il drenaggio delle acque e che, secondo alcuni antichi autori, doveva condurre alla tomba del mitico re…

Anna Righeblu Ideeweekend

lunedì 18 maggio 2009

Un tranquillo weekend al lago… di Chiusi

Tranquillo e rilassante, lo specchio d’acqua si trova in una pianura limitata da basse colline, su una delle quali sorge la città di Chiusi.

Poco distante dall’uscita autostradale, si raggiunge facilmente percorrendo la strada che porta anche alle tombe etrusche (visitabili solo con la guida e dietro prenotazione al museo etrusco).


La riva è frequentata da diversi pescatori, alcune mamme con bambini, canoisti e sportivi.


Per i ciclisti è presente un percorso ben articolato all’interno dell’area protetta, dove è possibile usufruire di un campeggio e di un’area picnic, senza trascurare l’idea del ristorante con vista lago.


Non ci sono rumori, i bimbi non urlano, tutto è tranquillo.
Si può passeggiare lungo le rive e osservare gli uccelli acquatici e le anatre che nuotano e le barche che scivolano, sull’acqua, in un’atmosfera ovattata.


Tutto invita alla distensione e al relax… Un buon libro e la buona compagnia fanno il resto, il pieno di energia positiva, per affrontare la settimana in città, è assicurato.

Se poi si vuole continuare con la visita nei dintorni, Chiusi è una cittadina ricca di proposte interessanti …

Anna Righeblu Ideeweekend
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