Ho montato in un video (appena pubblicato) le foto del mio ultimo weekend nella Tuscia Viterbese...
Immagini di Civita di Bagnoregio, la città che muore... sospesa in un'altra dimensione, sul paesaggio lunare della stupenda valle dei calanchi.
Ancora vitale e pulsante, per la tenacia e l'amore della gente che qui vive, senza lo stress e gli affanni della nostra dimensione.
E a voi, piacerebbe vivere, per un po', sospesi in un luogo così?
Anna Righeblu Ideeweekend
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lunedì 23 marzo 2009
Weekend a Civita di Bagnoregio, immagini in video
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venerdì 20 marzo 2009
Weekend a Bagnoregio
Una Locanda Romantica - weekend nel Lazio.

Per organizzare un weekend, non sempre è necessario andare in posti lontani...e così, venerdì scorso, siamo partiti alla volta di Bagnoregio, nella Tuscia Viterbese.
Avevamo proprio bisogno di riposarci e distrarci un po’. Abbiamo prenotato alla Locanda Romantica Pucci, segnalata dalla guida Michelin, in pieno centro.
Davvero molto carina, con le stanze indicate non da numeri, ma da nomi di fiori: rosa, magnolia, mimosa, lillà, dalia, tutte arredate con gusto, in uno stile tra il rustico-antico con qualche elemento esotico.
La signora Pucci ha una passione per gli elefantini portafortuna e possiede una ricca collezione, distribuita, con gusto, in vari angoli della locanda.
In questo periodo, anche se il ristorante interno è in via di riorganizzazione e riaprirà in Aprile, è possibile consumare una ricca colazione, accompagnata da ottime marmellate: favolose quelle di arance amare e kiwi con cotogne, preparate dalla stessa proprietaria.
Nel pomeriggio abbiamo visitato il centro della tranquilla cittadina (alle 9 della sera le stradine erano praticamente deserte) posta su un lungo sperone tufaceo, laddove una volta si trovava Rota, antico borgo-frazione di Civita di Bagnoregio.
Passeggiando tra strade, vicoli e scalinate, abbiamo potuto costatare che sono presenti chiese in numero elevato, considerata l’estensione della cittadina.
Dagli stretti vicoli si può spaziare sullo splendido panorama della valle dei calanchi, e passeggiare tra le caratteristiche case in tufo, illeggiadrite dal “profferlo”, la scala esterna con balcone, tipico del viterbese.
Strano a dirsi, la vita di questa cittadina è forse tutta nella città che muore, Civita di Bagnoregio, resto di un passato che ancora sopravvive e richiama turisti da ogni parte del mondo.
Anna Righeblu Ideeweekend
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giovedì 12 marzo 2009
Sovana - Alla scoperta del tufo
Da Saturnia (alla scoperta dell’acqua calda), attraverso strade tortuose tra i boschi affacciati sulla valle del Fiora, arriviamo a Sovana, la bellissima città del tufo.Sorge in un territorio - considerato strategico in epoca etrusco-romana, per la sua vicinanza al monte Amiata - inciso da profonde gole, le “cave”, dove si trovano diverse necropoli e tombe etrusche.
All’ingresso nel borgo ci si trova nella piccola piazza del Pretorio, lastricata in cotto a mattoncini e circondata da graziose costruzioni medioevali: il palazzo Pretorio, con la facciata decorata da stemmi, e il palazzo dell’Archivio, con l’antico orologio.
La romanica chiesa di santa Maria Maggiore, da non perdere, presenta un interno particolarmente affascinante: tre navate separate da massicci e bassi pilastri ottagonali con, alle pareti, affreschi cinquecenteschi di Andrea di Niccolò.
All’estremità del borgo si trova il Duomo.
Ricostruito e modificato in epoche successive, presenta sul fianco sinistro un portale ricavato assemblando antichi rilievi scultorei d’età romana.L’interno, molto austero, è diviso in tre ampie navate e custodisce la tomba di San Mamiliano mentre, sotto l’abside, è presente un’antica cripta a cinque navate.
Nei dintorni di Sovana, a circa 2 chilometri dall’abitato, sulla strada che porta al borgo, si trova una necropoli con diverse tombe, tra le quali la grandiosa tomba Ildebranda, del II secolo a.C.
La sua importanza sta nella struttura monumentale, a tempio, con due scalinate ai lati e una serie di colonne a emiciclo, nella parte alta esterna. Particolarmente interessante è la vicina strada etrusca scavata nel tufo [foto 1], con altissime pareti laterali convergenti, indicata come Via Cava Poggio Prisca.
Anna Righeblu Ideeweekend
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mercoledì 4 marzo 2009
Il castello di Poppi
Con la sua mole e la torre squadrata, domina il borgo medievale e la valle del Casentino.
Fu, per diversi secoli, la residenza fortezza della potente famiglia feudale dei conti Guidi che, con successivi ampliamenti e restauri, la resero una tra le più importanti dimore signorili della Toscana.
Solo la torre originaria, presa a modello per quella di Palazzo Vecchio a Firenze, fu distrutta a causa di un fulmine, e successivamente ricostruita e trasformata in torre campanaria.
Per secoli, le campagne circostanti il castello furono teatro di sanguinose battaglie e, anche per questi luoghi, come da tradizione, non mancano le leggende popolari di fantastiche apparizioni e fantasmi duellanti.
La leggenda più intrigante sul castello, però, è quella della sanguinaria contessa Matelda, donna bellissima che, rimasta vedova, amava consolarsi con numerosi amanti, scelti tra i giovani più belli del Casentino.
Esaurita la passione, la bella Matelda li uccideva, precipitandoli in un fossato con centinaia di lame, sulle quali i poveretti morivano infilzati.
La gente del borgo, stanca delle atrocità della donna, la murò viva in una torre, da allora chiamata "torre dei diavoli".
Si dice che, ancora oggi, il fantasma della contessa, bellissima e vestita di bianco o di nero, non disdegni di apparire ad alcuni visitatori, con l’insano intento di conquistarli.
PS: non ho ancora visitato il castello, mi sono solo documentata... per ora.
Anna Righeblu Ideeweekend
Itinerari e post correlati:
1. Arezzo: Un weekend d’arte – Il Duomo - La Leggenda della Vera Croce – Casa Vasari – il fascino del castello di Poppi - La Verna - I Della Robbia in mostra - I Della Robbia alla Verna
2. Camaldoli
Ospitalità: Hotel Ristorante La Gravenna – weekend del gusto nel basso Casentino -
Fu, per diversi secoli, la residenza fortezza della potente famiglia feudale dei conti Guidi che, con successivi ampliamenti e restauri, la resero una tra le più importanti dimore signorili della Toscana.
Solo la torre originaria, presa a modello per quella di Palazzo Vecchio a Firenze, fu distrutta a causa di un fulmine, e successivamente ricostruita e trasformata in torre campanaria.
Per secoli, le campagne circostanti il castello furono teatro di sanguinose battaglie e, anche per questi luoghi, come da tradizione, non mancano le leggende popolari di fantastiche apparizioni e fantasmi duellanti.
La leggenda più intrigante sul castello, però, è quella della sanguinaria contessa Matelda, donna bellissima che, rimasta vedova, amava consolarsi con numerosi amanti, scelti tra i giovani più belli del Casentino.
Esaurita la passione, la bella Matelda li uccideva, precipitandoli in un fossato con centinaia di lame, sulle quali i poveretti morivano infilzati.
La gente del borgo, stanca delle atrocità della donna, la murò viva in una torre, da allora chiamata "torre dei diavoli".
Si dice che, ancora oggi, il fantasma della contessa, bellissima e vestita di bianco o di nero, non disdegni di apparire ad alcuni visitatori, con l’insano intento di conquistarli.
PS: non ho ancora visitato il castello, mi sono solo documentata... per ora.
Anna Righeblu Ideeweekend
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martedì 24 febbraio 2009
Weekend “acrobatico” a Ovindoli
Vi siete per caso imbattuti in uno dei cuscini disseminati a Roma?
“Jump in The Middle Tour”? Cos’è?
Una splendida occasione da cogliere al volo…
Per gli amanti delle acrobazie su sci e snowboard, dal 24 Febbraio al 1° marzo, presso gli impianti sciistici di Ovindoli, si terrà l’evento “Jump in The Middle Tour”.
Esperti e principianti potranno esercitarsi in salti acrobatici, senza rischi, utilizzando il Big AirBAG, il grande cuscino gonfiabile, in grado di proteggere dai rischi dell’atterraggio.
E anche per chi non sa sciare, il divertimento è assicurato!
Aggiornamento 5 Marzo: ... ed ecco com'è andata... superacrobazie e superdivertimento!!!
Anna Righeblu Ideeweekend
“Jump in The Middle Tour”? Cos’è?
Una splendida occasione da cogliere al volo…
Per gli amanti delle acrobazie su sci e snowboard, dal 24 Febbraio al 1° marzo, presso gli impianti sciistici di Ovindoli, si terrà l’evento “Jump in The Middle Tour”.
Esperti e principianti potranno esercitarsi in salti acrobatici, senza rischi, utilizzando il Big AirBAG, il grande cuscino gonfiabile, in grado di proteggere dai rischi dell’atterraggio.
E anche per chi non sa sciare, il divertimento è assicurato!
Aggiornamento 5 Marzo: ... ed ecco com'è andata... superacrobazie e superdivertimento!!!
Anna Righeblu Ideeweekend
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sabato 14 febbraio 2009
I Della Robbia in mostra ad Arezzo
Quella che vi segnalo è un’idea weekend con tempi elastici e, vista la situazione meteorologica che da diverso tempo, ormai, condiziona i nostri fine settimana, possiamo pianificarla con comodo o all’ultimo momento. Il territorio di Arezzo si prepara a ospitare un grande evento: la mostra che celebra la notevole produzione artistica della straordinaria famiglia “Della Robbia”.
Dal 21 Febbraio al 7 Giugno, nelle sale del Museo Statale d’Arte Medievale e moderna di Arezzo, saranno esposte diverse opere degli artisti della terracotta invetriata.
La produzione di questa famiglia, in epoca rinascimentale, ha arricchito chiese, palazzi, edifici delle più belle città toscane, creando originali accostamenti con opere di altri grandi artisti del tempo.
Proprio per evidenziare i legami tra forme espressive diverse, nella sede museale, accanto alle terrecotte, saranno esposte le opere di pittori, scultori e architetti del Rinascimento.
La fortuna e il merito dei Della Robbia si deve soprattutto all’idea di usare, sull’impasto delle sculture, il rivestimento di smalto stannifero della maiolica.
Le loro opere furono molto apprezzate e si diffusero su tutto il territorio, determinando l’affermazione del potere della famiglia che deteneva il segreto della tecnica di lavorazione.
Per approfondire anche la dimensione spaziale della creatività dei Della Robbia, all’evento espositivo saranno affiancati una serie di itinerari sul territorio.
Sarà così possibile riscoprire i numerosi tesori artistici, insieme a quelli paesaggistici ed enogastronomici, attraverso le suggestioni dei piccoli centri della Valtiberina, Valdarno, Valdichiana e Casentino.Anna Righeblu Ideeweekend
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sabato 7 febbraio 2009
Saturnia - terme tra storia e leggenda.
Il piccolo borgo di Saturnia, frazione di Manciano, sorge su una collina della Maremma toscana, sopra le rinomate sorgenti termali, poste tra il Monte Amiata e il fiume Fiora.Le sue origini si fanno risalire al periodo pre-etrusco, e il nome, secondo la leggenda, deriverebbe da Saturnia Tellus, prima città italica, dimora del mitico re Saturno.
In epoca etrusca fu chiamata Aurinia e, in seguito, colonizzata dai Romani, fu trasformata in una vera e propria città.
Nel Medioevo, le sue misteriose origini, e la presenza delle sorgenti solforose, fecero proliferare molte leggende.
Si narrava che, da qui, il diavolo uscisse quando lasciava gli inferi, e il territorio era descritto come un luogo dal quale sgorgavano acque stregate, che andavano a depositarsi in pozze fumanti e bollenti, spargendo nell'aria un pungente odore malefico di zolfo.
Le cronache medievali, inoltre, registravano convegni di maghi e di streghe, diavolerie, incantesimi e riti sabbatici.
Nello stesso periodo, la città fu teatro di alterne vicende, finché, dopo una fase florida, seguita alla conquista da parte dei senesi, subì un lento declino.
Agli inizi di questo secolo, finalmente, lo sfruttamento delle risorse termali produsse una rinascita del borgo e un notevole sviluppo delle attività turistiche.
Oggi Saturnia è nota come elegante centro termale, dove si sfruttano le acque calde solforose per la cura e il benessere, medico e cosmetico.
[fotocenter.corriere.it]Anna Righeblu Ideeweekend
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venerdì 30 gennaio 2009
Largo di Santa Barbara ai Librari – Roma
La chiesetta di Santa Barbara ai librari si trova in Largo dei librari, su Via dei Giubbonari e chiude, con la facciata barocca, lo spazio sul quale si affacciano diverse botteghe. Da un’iscrizione posta all’interno, risulta che la chiesa appartenne a Giovanni Crescenzio, patrizio Romano, signore e dominatore di Roma, intorno all’anno 1000.
Dopo alcuni restauri, fu affidata, da Papa Clemente VIII, alla confraternita dei Librari che la valorizzarono arricchendola con affreschi e reliquie.
Più tardi però, quando i Librari la abbandonarono, nel 1878, la sua fortuna cambiò, fino a subire la sconsacrazione e divenire magazzino.
Fortunatamente, pochi decenni fa, è stata restaurata e riportata al suo originario destino.
_____________________________________________OT: Ho potuto visitare la chiesetta sabato scorso, serata weekend dal filettaro…
Ebbene sì, Jajo ci ha tentati con il suo post sui filettoni di baccalà e, complice una mail di Kix, ci siamo ritrovati a campo de Fiori.
Era una giornata fredda e, armati di cellulari e macchine fotografiche, ci siamo ritrovati sotto la statua: Kix, Simone e Belva, Claudia e Jajo, Giu ed io. 
Nonostante la pioggia, abbiamo trascorso una piacevole serata e, finalmente, abbiamo potuto gustare i famosi e ottimi filettoni di baccalà di cui Jajo aveva già raccontato in un suo post.
Il filettaro, infatti, si trova proprio nella piazzetta descritta.
Anna Righeblu Ideeweekend
venerdì 23 gennaio 2009
Un weekend d’arte – Arezzo
Per un weekend d’arte, nell’ultimo fine settimana dal tempo ancora incerto, abbiamo scelto Arezzo.A cominciare dal Duomo, l’arte è presente in ogni angolo: nel centro storico si trovano concentrati monumenti, edifici del passato, vie con negozi d’antiquariato come piccoli musei.
Il nostro itinerario, iniziato con la visita del Duomo, è proseguito con la chiesa di San Francesco, costruzione gotica duecentesca, vero gioiello della città.
All’esterno, la facciata incompiuta si presenta semplice e austera come l’interno, in un'unica grandiosa navata.
Molti sono gli affreschi sui quali vale la pena soffermarsi ma, qui tutto diventa secondario, rispetto all’opera della Leggenda della Vera Croce, di Piero della Francesca.
Per ammirare da vicino gli affreschi, posti nella cappella Bacci, occorre prenotare e acquistare un biglietto (6 euro, biglietteria a destra della facciata, sulla piazza).
L’opera fu realizzata dopo il 1450, traendo ispirazione dalla Legenda Aurea di Jacopo da Varagine.
Lo schema dei 10 quadri non è di facile interpretazione, e la loro successione sulle pareti non segue l’ordine della leggenda.
Le scene sono rappresentate magnificamente, con forme e figure eleganti, su fondali che riproducono i paesaggi delle terre di Piero, come Sansepolcro e la stessa città di Arezzo.

Poco distante, è da visitare la romanica Pieve di S. Maria, con la torre campanaria detta “delle cento buche”.
L’interno è a tre navate e, sull’altare maggiore, si può ammirare il grande polittico della Madonna con bambino e santi… del Lorenzetti.

All’uscita si va in Piazza Grande, sempre bella, con gli edifici che la circondano, il grandioso loggiato del Vasari e la sua particolare inclinazione…
purtroppo in questo periodo è occupata dai cantieri, per il rifacimento della pavimentazione, e non è possibile apprezzarne tutta la grandiosità e la bellezza!Anna Righeblu Ideeweekend
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venerdì 16 gennaio 2009
Vacanze da brivido al castello di Glamis - Scozia
Se siete attratti da paesaggi e atmosfere scozzesi, e state progettando un viaggio estivo nella terra delle cornamuse, tra le mete possibili, potreste inserite uno dei più leggendari e misteriosi castelli di Scozia: il castello di Glamis.
Si trova a Tayside, poco distante da Dundee, ed è una delle dimore più famose per numero e tipologia di fantasmi infestanti, e per i tragici avvenimenti legati alla maledizione e al segreto degli Strathmore.
Il castello, infatti, già teatro di vicende terribili e cruente, sarebbe stato ereditato nel XVII secolo dal Conte Patrick Strathmore, uomo violento, dissoluto e dedito al gioco.
Sulla sua storia circolano diverse leggende: in una si narra che egli avesse rinchiuso un suo figlio deforme in una stanza segreta mai ritrovata, in un’altra, che il conte avesse perso l’anima giocando una partita a carte con il diavolo in persona, essendo poi costretto a giocare a carte per l’eternità.
Le storie del castello affascinarono scrittori e studiosi, che vi soggiornarono confermando il carattere misterioso, e non individuabile, di alcune aree del maniero.
La maledizione degli Strathmore è un’altra delle terribili leggende sul castello: si dice che la famiglia nasconda un segreto terribile, rivelato, nel giorno del ventunesimo compleanno, solo al discendente maschile.
Oggi la discendenza maschile è estinta.
Anna Righeblu Ideeweekend
Si trova a Tayside, poco distante da Dundee, ed è una delle dimore più famose per numero e tipologia di fantasmi infestanti, e per i tragici avvenimenti legati alla maledizione e al segreto degli Strathmore.
Il castello, infatti, già teatro di vicende terribili e cruente, sarebbe stato ereditato nel XVII secolo dal Conte Patrick Strathmore, uomo violento, dissoluto e dedito al gioco.
Sulla sua storia circolano diverse leggende: in una si narra che egli avesse rinchiuso un suo figlio deforme in una stanza segreta mai ritrovata, in un’altra, che il conte avesse perso l’anima giocando una partita a carte con il diavolo in persona, essendo poi costretto a giocare a carte per l’eternità.
Le storie del castello affascinarono scrittori e studiosi, che vi soggiornarono confermando il carattere misterioso, e non individuabile, di alcune aree del maniero.
La maledizione degli Strathmore è un’altra delle terribili leggende sul castello: si dice che la famiglia nasconda un segreto terribile, rivelato, nel giorno del ventunesimo compleanno, solo al discendente maschile.
Oggi la discendenza maschile è estinta.
Anna Righeblu Ideeweekend
sabato 3 gennaio 2009
Castel Sant’Angelo e i loghi d’Italia

A chi rimane o arriva a Roma, nel primo weekend del nuovo anno, consiglio una visita a Castel Sant’Angelo.
Il monumento si trova in una delle zone più attraenti, per panorami e scenografie architettoniche, indubbiamente tra i più belli ed importanti della capitale.
Il Castello è, di per sé, uno degli edifici meglio conservati e, in tutte le sue parti, è possibile scrutare i segni delle vicende storiche, indissolubilmente legate a quelle della città eterna.
Originariamente destinato a divenire mausoleo funebre dell’imperatore Adriano, l’edificio fu poi integrato nelle mura Aureliane, fortificato e, infine, collegato al Vaticano per volere dei Papi.
Trasformato in prigione e inespugnabile fortezza, durante il sacco di Roma fu utilizzato come sicuro rifugio dal Papa Clemente VII, per sfuggire ai Lanzichenecchi, luterani e fortemente avversi alla Chiesa.
La fortificazione si rivelò inattaccabile, tanto che il Papa riuscì a salvarsi e a stipulare un accordo con l’Imperatore.
Dopo questo episodio, la fortezza fu considerata indispensabile per la sicurezza dei Papi e fu riadattata per fungere da residenza papale.
Il castello, secondo la leggenda, deve il nome attuale a Papa Gregorio I che, durante l’epidemia di peste del 590, avrebbe visto l’arcangelo Michele riporre la spada per indicare la fine del flagello.
Attualmente l’edificio ospita un centro museale, e mette a disposizione gli splendidi spazi per diverse iniziative culturali.
Proprio in questi giorni è possibile visitare la mostra “Loghi d’Italia, storie dell’arte di eccellere”, un percorso nella nostra storia più recente, attraverso le immagini dei mitici marchi storici del made in Italy.
Un’opportunità in più, per chi vuole concludere in bellezza il periodo delle festività natalizie.
Anna Righeblu Ideeweekend
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martedì 23 dicembre 2008
Roma – Piazza della Rotonda

E’ bello passeggiare nel centro di Roma in questo periodo!
Se si evitano le strade dello shopping griffato, si riesce a godere l’atmosfera natalizia della città, con il piacere della scoperta.
Piazza della rotonda è una delle più belle piazze di Roma…ma molti, non romani, difficilmente associano il nome della piazza al suo monumento più rappresentativo.
Per i romani, il monumento circolare del Pantheon è stato sempre “la rotonna”, e così anche la piazza antistante ha assunto lo stesso nome: piazza della Rotonda.

Su un lato della piazza si trova proprio il magnifico edificio romano che, intorno al 25 a.C, fu voluto e realizzato dal console arpinate Agrippa, amico di Ottaviano.
Lo stesso edificio, più volte distrutto, fu ricostruito per volere dall’imperatore Adriano, fino ad assumere l’attuale forma circolare,.
Ciò che stupisce è il contrasto tra l’aspetto esterno, proprio del tempio romano, e l’interno (…QUI per una splendida visita virtuale), con tutte le caratteristiche della chiesa cristiana: S. Maria ad martyres.
Di fronte al monumento, al centro della piazza, si erge una superba fontana rinascimentale con un ricco basamento che sostiene un obelisco.

La piazza è uno tra i punti d’incontro più frequentati da turisti e romani ed è, in gran parte, occupata da tavoli di ristoranti e bar che, in questo periodo, usano decorare i loro spazi all’aperto con grappoli di luci e cornucopie...

E pensare che, in epoca medievale, la piazza era utilizzata per il mercato del pesce e, più in là, come descriveva il Belli in un suo sonetto, era il luogo dove i romani, nei giorni precedenti la Pasqua, amavano fare “er giro de le pizzicaríe”…
Er giro de le pizzicaríe
De le pizzicaríe che ttutte fanno
La su’ gran mostra pe Ppascua dell’Ova
Cuella de Bbiascio a la Ritonna è st’anno
La ppiù mmejjo de Roma che sse trova.
Colonne de casciotte, che ssaranno
Tanti animali d’una forma nova.
Fra ll’antri, in arto, sc’è un Mosè de strutto,
cor bastone per aria com’un sbirro,
in cima a una montaggna de prosciutto,
e ssott’a llui, pe’ stuzzicà la fame,
sc’è un Cristo e una Madonna de bbutirro
drent’a una bbella grotta de salame.
La su’ gran mostra pe Ppascua dell’Ova
Cuella de Bbiascio a la Ritonna è st’anno
La ppiù mmejjo de Roma che sse trova.
Colonne de casciotte, che ssaranno
Tanti animali d’una forma nova.
Fra ll’antri, in arto, sc’è un Mosè de strutto,
cor bastone per aria com’un sbirro,
in cima a una montaggna de prosciutto,
e ssott’a llui, pe’ stuzzicà la fame,
sc’è un Cristo e una Madonna de bbutirro
drent’a una bbella grotta de salame.
G. G. Belli, 5 aprile 1833
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giovedì 18 dicembre 2008
Piazza Navona- un weekend al mercatino
Nel periodo delle festività natalizie, fino al 6 Gennaio, a Roma si rinnova la tradizione del mercatino di Piazza Navona.E’ un appuntamento molto amato dai romani, che affollano la magnifica piazza
in cerca di giocattoli, regali e oggetti per la decorazione della casa.La piazza è piena di bancarelle che, per la gioia degli adulti e dei bambini, espongono coloratissimi e golosissimi dolciumi,
decorazioni per l’albero di Natale,
personaggi per il presepe,
giocattoli di tutte le fogge, befane, prodotti etnici, lampade… di tutto e di più!Non mancano i classici banchi con la porchetta,

le enormi ciambelle dolci,
la mela stregata,
lo zucchero filato e le invitanti caldarroste. 
Inoltre, per la gioia dei bambini, c’è anche una bellissima giostra, con coloratissimi cavalli….

Anna Righeblu Ideeweekend
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venerdì 12 dicembre 2008
Per Lucia - Scorci di Veroli
Questo video è dedicato a Lucia: scorci di Veroli...con giardino, il bellissimo giardino di Lucia!
Ho scattato le foto in un bel weekend di qualche tempo fa, andando a spasso lungo le stradine di Veroli, in sua compagnia.
Anche se anticipo il post di un giorno: Auguri Lucia!
Anna Righeblu Ideeweekend
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Ho scattato le foto in un bel weekend di qualche tempo fa, andando a spasso lungo le stradine di Veroli, in sua compagnia.
Anche se anticipo il post di un giorno: Auguri Lucia!
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sabato 6 dicembre 2008
Horti Leonini - S. Quirico d'Orcia
Furono realizzati, sul finire del 1500, da Diomede Leoni, uomo di fiducia della famiglia Medici e allievo di Michelangelo.In coincidenza con il restauro dell’antica cinta muraria, adiacente al terreno ricevuto in dono dal Granduca Francesco I, Leoni progettò il “suo” giardino.
Ma, cosa assolutamente innovativa nel territorio senese in quell’epoca, non realizzò un giardino privato ma un giardino pubblico, per “li viandanti”, in territorio di S. Quirico d’Orcia, meta di pellegrini lungo la Via Francigena.
Il parco costituisce un bell’esempio di giardino all’italiana, distribuito su due livelli per la particolare conformazione del terreno.
Nella parte inferiore, la composizione e la struttura degli spazi, sono orientati a formare una pianta esagonale.

Le aiuole, bordate da doppie siepi di bosso e separate da vialetti lineari, convergenti verso il centro, creano una sorta di corona da cui emerge la statua di Cosimo III de Medici.
Lungo il muro del lato sinistro si trova una serie di lecci e, in fondo, un’appendice esterna degli Horti, il “Giardino delle rose”.
Nella parte superiore del giardino è situata la zona “a selvatico”, con vegetazione costituita da soli lecci e uno spazio erboso su cui sorgeva una torre andata perduta.
A indicare la linea di separazione tra le due zone, oltre alla scalinata centrale è posta la scultura di Giano bifronte, a sottolineare simbolicamente la dualità dei luoghi di cui segna il confine.
E' aperto tutti i giorni, dall'alba al tramonto...
Una tappa da inserire in un itinerario più articolato, per chi si reca in Valdorcia:
Itinerario: San Quirico d'Orcia - Horti Leonini - Bagno Vignoni 1 - Bagno Vignoni 2 - Pienza - Valdorcia
Anna Righeblu Ideeweekend
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